paolo savona

PROSSIMA FERMATA, SAVONA! – ALLA CONSOB MONTA LA PROTESTA CONTRO LA GESTIONE “VERTICISTICA” DEL PRESIDENTE, PAOLO SAVONA. L’87ENNE ECONOMISTA FU NOMINATO DAL GOVERNO GIALLOVERDE NEL 2019. DA ALLORA HA SVUOTATO L’AUTORITÀ DEI SUOI COMPITI, E LE RAPPRESENTANZE SINDACALI ORA SCIOPERANO PER CHIEDERE “UN DECISO CAMBIO DI ROTTA” – LE SEGNALAZIONI RIMANDATE INDIETRO, LE MANCATE SANZIONI, IL CASO TIM E GLI ATTACCHI A DRAGHI

Estratto dell’articolo di Alessandro Barbera per “La Stampa”

 

paolo savona foto di bacco (2)

Avanzamenti di carriera negati. Assunzioni per chiamata diretta poco trasparenti. Gestione verticistica […]. Nelle sedi della Consob di Roma e Milano ieri le stanze erano vuote o quasi. Le rappresentanze sindacali dell'Autorità di controllo della Borsa hanno indetto uno sciopero per chiedere «un deciso cambio di rotta nella gestione del personale», ma le ragioni del malcontento sono molto più larghe.

 

Paolo Savona, presidente dal 20 marzo del 2019, è nel mirino […]. La lista delle rimostranze contro l'economista nominato dal primo governo Conte è sempre più lunga. Più di una fonte interna […] racconta di un clima pessimo, di un'Autorità svuotata dei suoi compiti, incapace di svolgere il ruolo che la legge gli attribuisce. L'ultimo caso risale a pochi giorni fa.

 

GIUSEPPE CONTE PAOLO SAVONA

Il 3 aprile la Corte d'Appello di Roma dà ragione a Tim su una causa legata a un canone concessorio preteso dallo Stato nel 1998. Una causa che farà recuperare a Tim un miliardo di euro. La notizia trapela in anticipo rispetto al comunicato dell'azienda […]. Alle 17 il titolo ha un'impennata, in pochi minuti vengono scambiati milioni di pezzi. Una vicenda che avrebbe dovuto spingere immediatamente la Consob ad aprire un fascicolo, e invece l'Autorità ha fatto sapere di «monitorare» l'eventuale abuso di informazioni privilegiate. Una fonte che chiede di restare anonima spiega: «Ormai questa è la prassi. Non c'è partita sulla quale l'Autorità mostri i muscoli al mercato».

 

paolo savona

Sono anni che […] si levano voci di questo tenore. Un'altra fonte racconta che spesso le segnalazioni degli uffici vengono rispedite dai piani alti «per approfondimenti» e sempre più raramente si traducono in azioni di vigilanza e sanzioni. In passato più volte sono trapelate frizioni fra Savona e alcuni commissari, fra i quali Paolo Ciocca, Giuseppe Maria Berruti e Anna Genovese, il cui mandato è nel frattempo scaduto.

 

Negli anni Savona ha dovuto sostituire più di un dirigente che ha lasciato anzitempo l'incarico. Fra questi Carlo Deodato, oggi a Palazzo Chigi e per un solo anno segretario generale all'Autorità. Spiegò di essere costretto da ragioni formali, in realtà costretto da differenze di vedute con Savona.

 

SEDE CONSOB - FOTO LAPRESSE

L'economista è accusato da più parti di gestire l'Autorità con «criteri politici», concentrato nelle uscite pubbliche a discettare più di macroeconomia che di vigilanza dei mercati. L'ultimo discorso alla comunità finanziaria, lo scorso giugno, ne è una plastica testimonianza. Savona parlò a lungo di politica economica e monetaria, inflazione, criptovalute, dedicando solo un accenno all'attività ispettiva della Consob.

 

Savona fu nominato dal primo governo Conte, del quale era ministro degli Affari europei. Sulla base di ben due leggi - la Severino e la Madia - avrebbe dovuto essere incompatibile a quel ruolo. L'allora presidente della Camera Roberto Fico negò per due volte alla commissione Finanze […] le audizioni di Corte dei Conti e Anac per discutere delle possibili incompatibilità.

 

MARIO DRAGHI PAOLO SAVONA

Pochi mesi dopo, da presidente dell'Autorità, Savona attaccò dal palco del Meeting di Rimini Mario Draghi, reo di aver condotto da presidente della Banca centrale europea una politica monetaria che ha «esposto l'Italia alla speculazione». Nei mesi precedenti lo spread fra Btp e Bund era effettivamente schizzato all'insù, ma per via del contratto di governo Lega-Cinque Stelle che prospettava la cancellazione da parte della Bce di 250 miliardi di debito italiano e non escludeva l'uscita dell'Italia dall'euro. Un'ipotesi che lo stesso Savona aveva pubblicamente balenato […]

paolo savona foto di bacco (4)PAOLO SAVONA CARLO AZEGLIO CIAMPI Paolo Savona

Ultimi Dagoreport

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - DOVE È FINITA LA MELONI CHE DEFINIVA LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP “UN’OPPORTUNITÀ”? DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA A NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”