giorgetti salvini tajani von der leyen meloni

UN GOVERNO CON IL MISSILE MOSCIO - SUL RIARMO EUROPEO LA LEGA VA IN TILT E L’ESECUTIVO SI SPACCA - OLTRE AL PUTINIAN-TRUMPIANO SALVINI, PURE IL MINISTRO DELL’ECONOMIA GIORGETTI CONTESTA IL “PIANO URSULA”: “ALL’EUROPA SERVE UN PIANO DI INVESTIMENTI MILITARI CHE ABBIA UN SENSO E NON SENZA UNA LOGICA” – IL MINISTRO DEGLI ESTERI TAJANI S'INCAZZA CON LA LEGA: “GOVERNO ANTI-UE? LA POSIZIONE DEL GOVERNO LA DANNO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E IL MINISTRO DEGLI ESTERI”. MA SALVINI, CHE DISERTERA' IL CDM DI DOMANI, TUONA: “I FONDI VANNO USATI IN ALTRO MODO” – IL DIKTAT DELLA DUCETTA AL LEADER LEGHISTA - DAGOREPORT

DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/politica/dagoreport-vertice-giorgia-meloni-i-suoi-vicepremier-e-servito-premier-426810

 

Lorenzo De Cicco per repubblica.it - Estratti

 

matteo salvini giancarlo giorgetti. voto di fiducia sulla manovra 2024 foto lapresse

L’appello di Giorgia Meloni a moderare i toni, a evitare sortite che mettano in luce le contraddizioni della maggioranza, sembra servito a poco. La Lega insiste: il piano di von der Leyen per riarmare l’Europa non va. Oltre a Matteo Salvini, contesta il “piano Ursula” pure il ministro leghista dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

 

Censura severa, quella del titolare del Mef: all’Europa serve «un piano di investimenti militari che abbia un senso e non fatto in fretta e furia, senza una logica». Non andrebbero ripetuti, per Giorgetti, gli «errori clamorosi» del passato, come quando sarebbero state «buttate montagne di vaccini» pagati a «prezzi incredibili». E in ogni caso, così sosteneva ieri il ministro video-collegandosi a un convegno del Carroccio sull’economia, «senza gli Stati Uniti diventa molto complicato immaginare una qualche forma di soluzione» per l’Ucraina.

 

tajani von der leyen

In maggioranza è l’ennesima giornata di tensioni sulla politica estera. Al punto che l’altro vicepremier, il forzista Antonio Tajani, si spinge a dichiarare che «se questo fosse un governo non europeista e antieuropeo io non ci starei». E Salvini? «Chiedete a lui». Forza Italia da settimane sbuffa d’irritazione per l’iperattivismo leghista, a tutto Trump. Sempre Tajani ieri ha dovuto ribadire, per l’ennesima volta, che «la posizione del governo la danno il presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri, le tifoserie servono a poco».

 

Come dire: non è Salvini che può intestarsi la posizione dell’esecutivo. E il governo, pur con sfumature diverse tra FdI e FI, è a favore del maxi-piano di von der Leyen. 

 

(...) Spendere per la difesa, per Tajani, «non significa essere guerrafondai, ma garantire la sicurezza dei cittadini». E puntare sulla difesa Ue, «non è una scelta alternativa alla Nato». È anche la strategia di Palazzo Chigi, che propone un vertice con Ue, Usa e gli altri alleati atlantici. Proposta «un po’ difficile», ammette il capo della Farnesina, «ma di buonsenso».

 

MATTEO SALVINI GIANCARLO GIORGETTI

Anche FdI, con meno nettezza degli azzurri, appoggia il programma illustrato da “VdL”. Ci è tornato ieri il ministro della Difesa, Guido Crosetto. In un lungo post ha spiegato che «investire nella difesa di una nazione non può e non dev’essere considerato alternativo ad altre cose fondamentali, come la sanità o la scuola» cioè la tesi di Salvini. E farlo oggi è «necessario e urgente». 

 

(...)

 

Il problema, nel centrodestra, è che Salvini la pensa all’opposto. E ha tutta l’intenzione di dire la sua. Per il segretario leghista «l’interesse nazionale non è quello di fare alcune decine di miliardi di debito per andare a comprare all’estero nuovi armamenti». Gli investimenti prospettati da von der Leyen «con la pace si possono utilizzare in altro modo». Cassato anche l’esercito comune europeo: «Se ci fosse, Francia e Germania ci avrebbero già portato in guerra».

giorgia meloni xxi secolo 2

 

La frattura tra i partiti di maggioranza potrebbe concretizzarsi nel pallottoliere di Strasburgo, il 13 marzo, quando gli europarlamentari voteranno alcune risoluzioni sul sostegno a Kiev. La tensione insomma non si smorza, dopo il vertice tra leader a Palazzo Chigi dell’altro ieri. È possibile che la premier torni sull’argomento domani, al Cdm convocato per le 17, per approvare un ddl anti-femminicidi. Ma Salvini ha già fatto sapere che non ci sarà, come altri ministri, infastiditi dalle convocazioni last minute del sottosegretario Alfredo Mantovano.

giorgia meloni a xxi secolo 1 matteo salvini giancarlo giorgetti voto di fiducia sulla manovra 2024 foto lapresse

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