massimo dalema d'alema d alema donald trump netanyahu kaja kallas

RIECCOLO! D’ALEMA È TORNATO TRA CONVEGNI, INTERVISTE E GIUDIZI SPREZZANTI - SU TRUMP: “FORSE AVEVAMO RAGIONE QUANDO, DA GIOVANI, URLAVAMO CHE L’IMPERIALISMO USA ERA UNA BARBARIE”. SU ISRAELE: “È GUIDATO DA UNA DESTRA RAZZISTA CON ALCUNI MINISTRI CHE NON SAPREI COME DEFINIRE SE NON FASCISTI” – IL GELO CON ELLY SCHLEIN: “ALLE EUROPEE, IL PD È ANDATO BENE. MA PER COSTRUIRE UN’ALTERNATIVA, DI-CIA-MO, NON BASTA”  - RONCONE: “ALLA PRESENTAZIONE DEL NUOVO NUMERO DI "ITALIANIEUROPEI", È TORNATO UN MAX IN PUREZZA. IN PLATEA GLI EX ARTICOLO 1 (BERSANI, SPERANZA, SCOTTO, STAMPO). ENZO AMENDOLA, GIANNI CUPERLO, E POI ARRIVA PIERO DE LUCA. A PENSAR MALE, DICIAMO, UNA SPECIE DI CORRENTONE DALEMIANO”

 

Fabrizio Roncone per il "Corriere della Sera" - Estratti

massimo d'alema

 

Soffia un ventaccio sul mondo. Spazza via le vecchie certezze. Eppure la sinistra italiana custodisce una prodigiosa capacità di stupire. Come? Con il ritorno di Massimo D’Alema.

 

Rilassiamoci dieci minuti.

Sentite che storia.

 

Indizi concreti, tracce dentro i cortei, avvistamenti a convegni e a presentazioni di libri — l’altro giorno era alla biblioteca della Camera con Carmine Fotia e Fabio Martini, che ne hanno scritto uno ciascuno su Craxi — e poi ospitate nei talk tv, interviste scoppiettanti come a Piazzapulita, ospite di Corrado Formigli (…)

 

La domanda è: D’Alema, a 75 anni, che vuole fare? 

 

(...)

benjamin netanyahu donald trump foto lapresse. 2

Negli ultimi anni, certo, anche qualche ruvida polemica di stampo giudiziario: su presunti interessi in traffici di ventilatori cinesi durante la pandemia («Ma ho tutto qui, documentato — spiegò a Tommaso Labate su Sette — I ventilatori funzionavano e il nostro governo li ha anche pagati poco»). E poi ci sarebbe pure il possibile coinvolgimento come «mediatore informale» in un affare di navi e aerei destinati alla Colombia.

 

Perché, ad un certo punto, D’Alema sembrava essersi messo a fare davvero altro. Così, un pomeriggio d’un paio d’anni fa, lo chiamo per fargli commentare non ricordo più quale casino politico. Lui mi risponde da un paese lontano (forse arabo, però non ne sono sicuro), e mi fa, con il tono di quando vuole risultare simpatico: «Lei dovrebbe sapere che io, ormai, faccio il consulente per alcune società… e la politica, di-cia-mo, la osservo con inevitabile distacco…».

d'alema cossiga

 

Ha cambiato idea? Se è così, la notizia è che i rapporti con la Schlein erano e sono comunque rimasti formali, tendenti al freddo. Del resto, di tutto Elly ha bisogno, tranne che di un Papa rosso emerito (già fatica, e molto, ad ascoltare i consigli di Romano Prodi). L’ultima volta che ha visto Mandrake, a fine novembre, a un corteo della Cgil che sfilava nelle strade di Roma, il saluto è stato proprio gelido. Un’occhiata, neppure la bozza d’un sorriso. Lei aspettava che fosse lui ad avvicinarsi. Lui, al solito, pensava: ragazza, io sono Mandrake. Così è rimasto qualche fila dietro. I cronisti intorno: «Certo… alle Europee, il Pd è andato bene. Ma per costruire un’alternativa, di-cia-mo, non basta».

 

MASSIMO D'ALEMA

È fatto così: deve spiegartela sempre un po’. E con quell’aria che conoscete: da D’Alema, appunto. Ultimamente, anche ragionando dentro una certa intransigenza. Su Trump: «Forse avevamo ragione quando, da giovani, urlavamo che l’imperialismo Usa era una barbarie». E su Israele: «È guidato da una destra razzista con alcuni ministri che non saprei come definire se non fascisti». Al che, Giulio Tremonti — i due erano nell’aula del gruppo dem, a Montecitorio, dove si presentava il nuovo numero di Italianieuropei, la rivista dell’omonima fondazione che Mandrake presiede — sente la necessità di precisare: «Non è giusto quello che dici, Massimo: quella guerra è cominciata da una parte, e non dall’altra».

benjamin netanyahu donald trump foto lapresse. 1

 

È tornato un Max in purezza, con tutto il suo carisma. Netto, definitivo, seducente. Lo sguardo scorre sulla platea, sui ranghi degli ex articolo 1 (Bersani, Speranza, Scotto, Stampo). Ma ci sono pure Enzo Amendola e Gianni Cuperlo, e poi arriva Piero De Luca.

d'alema bersani

 

A pensar male, diciamo, una specie di correntone dalemiano.

d'alemamassimo d'alema 2bersani d'alema

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO