anthony fauci

CAGASOTTO, DORMITE SONNI TRANQUILLI - SECONDO L'IMMUNOLOGO AMERICANO ANTHONY FAUCI "NON C’È ALCUNA PROVA” CHE CI SARANNO “EFFETTI COLLATERALI DEL VACCINO TRA 10-20 ANNI" - QUESTA PAURA È UNA DEI CAVALLI DI BATTAGLIA DEI NO VAX, MA PER LO SCIENZIATO "NON C'È NESSUNA RAGIONEVOLEZZA, NON C’È UN PRECEDENTE, PER NESSUN VACCINO C’È, NON C’È NEMMENO UNA RAGIONE MECCANICISTICA PER PENSARLO…"

Da www.blitzquotidiano.it

 

anthony fauci

“Non c’è alcuna prova di effetti collaterali a lungo termine del vaccino contro il Covid: chi lo sostiene è irragionevole”, parola di Anthony S. Fauci, consulente della Casa Bianca e direttore del National institute of allergy and infectious disease.

 

anthony fauci

Anthony Fauci sui possibili effetti collaterali del vaccino

Fauci ha risposto così alla domanda di Fabio Fazio, conduttore di “Che Tempo Che Fa” dove è stato ospite ieri sera, domenica 1 novembre: “Un cavallo di battaglia di chi non si vaccina è l’idea di terribili conseguenze da qui a 10 anni, cosa c’è di vero?”.

 

UN GIOVANE ANTHONY FAUCI CON MAURIZIO COSTANZO

Per l’immunologo non c’è alcun dubbio sulla sicurezza e sull’efficacia dei vaccini contro il Covid: “Non c’è nessuna ragionevolezza nel credere che tra 10-20 anni ci sia un effetto deleterio del vaccino… non c’è un precedente, per nessun vaccino c’è, non c’è nemmeno una ragione meccanicistica per pensarlo! Nessun motivo per pensare ad effetti a lungo termine del vaccino contro il Covid. Sarebbe assolutamente inusuale avere un effetto a lungo termine misurabile fra 10 o 20 anni”.

 

Lotta al Covid, Fauci promuove anche il Molnupiravir

Sulla lotta contro la pandemia, Fauci ha promosso sia la vaccinazione per i bambini tra i 5 e 11 anni (questa settimana dovrebbe arrivare il via libera per gli Stati Uniti) sottolineando che “ho due figlie adulte, ma se le avessi in quella fascia d’età le farei assolutamente vaccinare”, sia il farmaco Molnupiravir della Merck: “Sì è assolutamente promettente, soprattutto se viene somministrato nei primi giorni del contagio per prevenire la progressione e quindi un aggravamento della malattia”.

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