nikola jokic

IL SOGNO AMERICANO DELL'ANTIDIVO JOKIC - NIKOLA JOKIC È IL GRANDE PROTAGONISTA DELLA VITTORIA DELLA NBA DA PARTE DEI DENVER NUGGETS - IL SERBO, CHE HA VINTO PER LA SECONDA VOLTA IL PREMIO DI "MVP" DELLA STAGIONE HA DEMOLITO OGNI RECORD E GLI APPASSIONATI DELLA PALLACANESTRO SONO CONVINTI CHE ABBIA CAMBIATO LO SPORT - MA NON È SOLO IL MODO DI GIOCARE CHE CONTRADDISTINGUE "JOKER" DAI SUOI COLLEGHI, MA ANCHE LA SUA VITA FUORI DAL CAMPO: AMA I CAVALLI, LA VITA TRANQUILLA IN SERBIA E... - VIDEO

1. JOKIC, IL MIO REGNO PER UN CAVALLO

Estratto dell'articolo di Alberto Simoni per “Specchio - la Stampa”

 

nikola jokic 4

[…] Denver, in Colorado. […] Ci sono 76 distretti, diversi per reddito, etnia e demografia, mondi diversi eppure contigui in quel modello – […] che è il melting pot americano con la sua miscela di contraddizioni. […]. Non è un caso che in un lembo d'America così multiforme, a portare per la prima volta in 56 anni il trofeo dell'NBA alle «pepite», i Nuggets di Denver, fossero due giocatori stranieri, una guardia canadese, Jamal Murray, e un centro serbo, Nikola Jokic.

nikola jokic 3

 

Il Joker soprattutto, fenomeno consacrato da una striscia di playoff superba, per la seconda volta MVP (Miglior giocatore) della stagione. Ha demolito ogni record, migliore ai rimbalzi, ai punti agli assist. È già oltre il suo tempo, come Jordan e Shaquille O'Neal e Magic Johnson anche il Joker ha cambiato […] il basket, le attitudini, le dinamiche, lo stare sul parquet. Tocca la palla infinite volte in partita, ma nessuno la tiene fra le mani così poco tempo.

 

nikola jokic 2

[…] Gli occhi del Joker nella sera del trionfo brillavano di una gioia composta. Serena, normale, da antidivo, […] Mentre i compagni di squadra saltavano impazziti ed ebbri di felicità, Joker andava a salutare i rivali di Miami, «una grande squadra», poi prendeva in braccio la figlioletta Ognjena di un anno. Al suo fianco c'era la moglie Natalija, fiamma dai tempi del liceo. Ai giornalisti, uno dopo l'altro che lo assediavano, diceva serafico che il «lavoro è finito» e che «è tempo di tornare a casa», ovvero la Serbia, come un normale turnista, un impiegato che attende il weekend per ricaricare pile e far scorta di affetti. Viene da una famiglia di allevatori di cavalli, due genitori star del basket, e nelle interviste non manca mai il riferimento a un quadrupede.

jokic

 

Oggi uno dei suoi cavalli corre, e lui avrebbe voluto vederlo da vicino. Lo ha detto a ogni reporter con cui ha interagito, lo ha detto in sala stampa, lo ha detto persino al proprietario del team chiedendogli l'aereo privato per andare in Serbia poiché la parata per le vie della città, bus scoperto e fiumi di birra, uno dei prodotti tipici di Denver, era in programma per giovedì mattina. E gli scombinava i piani, la visita al maneggio, l'ippica.

 

[…] Forse Joker con il suo understatement è fatto per la Mile High City, lontana dal glamour e dai tabloid delle Coste, con i riflettori puntati invece sulle cose che accadono, – nel bene e nel male, una triste e lunga striscia di mass shooting, Columbine nel 1999 fu la prima e più nota – a modo suo schiva ma proiettata nel futuro.

nikola jokic 1

 

Denver c'è perché fa mostre, vince nello sport, accoglie frotte di turisti diretti ai resort invernali e ai paradisi del trekking. E si concede il lusso di dire al mondo che stando a un miglio sopra tutti, vede le cose con una prospettiva diversa, distaccata, inimitabile. Ricordano, quelli del luogo, ancora con orgoglio che fu Denver a battezzare Barack Obama candidato democratico alla Casa Bianca.

 

nikola jokic 8

 Era la torrida estate del 2008, il giovane senatore fresco di vittoria contro Hillary volle tenere il suo discorso ai delegati della convention non al palazzetto (oggi la Ball Arena) bensì nello stadio di football dei Denver Broncos. C'erano settantamila persone a ballare con Sheryl Crow e altri divi della musica country e rock. Poi arrivò Obama. Il volto di una nuova America che restò al potere per 8 anni. Un lungo "regno" che i Nuggets vorrebbero emulare sui parquet d'America anziché nello Studio Ovale. Grazie a un antidivo, il Joker.

 

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2. NBA, JOKIC IN DIFFICOLTÀ PER LA PARATA A DENVER: "DEVO ANDARE DAI MIEI CAVALLI..."

Da www.sport.sky.it

La grande passione di Nikola Jokic - oltre e più del basket - sono i cavalli. Il serbo ha anche una scuderia, che lo porta spesso anche in Italia per delle competizioni. E dopo la vittoria del titolo, alla notizia che giovedì a Denver ci sarà la parata celebrativa ha risposto: "Nooo, io devo andare a casa". Domenica in Serbia è infatti in programma una gara. "Ho altre passioni oltre il basket - ha scherzato il Joker - alla fine a nessuno piace davvero il suo lavoro..."

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