
DAGOREPORT - DUE VISIONI CONTRAPPOSTE SUL FUTURO DI AUTOSTRADE PER L’ITALIA (ASPI) SI SONO CONFRONTATE AL CDA DI QUESTA MATTINA. DA UNA PARTE CDP (51%), DALL’ALTRA I FONDI BLACKSTONE (24,5%) E MACQUARIE (24,5%). IN BALLO, UN PIANO CHE HA COME PRIORITÀ LA MESSA IN SICUREZZA DELLA RETE AUTOSTRADALE. ALLA RICHIESTA DEI DUE FONDI DI VARARE UN SOSTANZIOSO AUMENTO DELLE TARIFFE, CHE PORTEREBBERO A UNA IMPENNATA DEI PREZZI SU OGNI GENERE DI MERCI E UN TRACOLLO DI CONSENSO PER IL GOVERNO MELONI, OGGI IN CDA CDP HA RISPOSTO CON UN CALCIONE DECIDENDO CHE NON SARANNO PIÙ DISTRIBUITI DIVIDENDI PARI AL 100% DELL’UTILE: PER L'ESERCIO 2024 SI LIMITERANNO AL 60% - CHE FINE FARA' IL CEO ROBERTO TOMASI?
roberto tomasi - matteo salvini
DAGOREPORT
Due visioni contrapposte sul futuro di Autostrade per l’Italia (Aspi) si sono confrontate al cda di questa mattina. Da una parte la Cdp (che controlla la concessionaria col 51%), dall’altra i fondi infrastrutturali Blackstone (24,5%) e Macquarie (24,5%).
In mezzo c’è il Ceo in scadenza Roberto Tomasi che ha presentato, ormai un anno e mezzo fa, un PEF (Piano Economico Finanziario) da 36 miliardi di euro da realizzare in 5 anni (ben 15 miliardi di euro in più rispetto ai 21 inizialmente prospettati in oltre 10 anni).
Un piano promosso dalla Cdp guidata da Dario Scannapieco che ha come priorità dopo i 43 morti del crollo del ponte Morandi di Genova, la messa in sicurezza della rete autostradale, attraverso una attenta e anche costosa manutenzione, che in passato è stata delittuosamente trascurata per intascare maggiori guadagni.
CASSA DEPOSITI E PRESTITI - CDP
Una preoccupazione che non salta in testa a Blackstone e Macquarie che, come detta il loro core business, mirano solo ad accumulare grossi guadagni per soddisfare i loro soci. Quindi, secondo i due fondi, il ministero delle Infrastrutture di Salvini deve procedere a un sostanzioso aumento delle tariffe.
roberto tomasi ad di autostrade
Insomma, sostengono i fondi: siete liberi di mettere in sicurezza la rete autostradale e portare avanti nuove opere, come la Gronda di Genova, ma ciò non deve erodere l’erogazione dei nostri dividendi. Anzi, li vorremmo ancor più doviziosi.
Lor Signori ovviamente non tengono conto che un aumento delle tariffe dell’8-10% ogni anno che porterebbero a una impennata dei prezzi su ogni genere di merci trasportate: un salasso che andrebbe a svuotare le tasche di tutti i cittadini causando un conseguente calo di consenso politico per il governo Meloni.
Sull’erogazione di dividendi più sostanziosi, il Cda di oggi ha rifilato un calcione sulle parti molli dei due fondi: la maggioranza, cioè la Cdp, ha deciso che non saranno più distribuiti dividendi pari al 100% dell’utile: da oggi, per accumulare più riserve per la sicurezza e manutenzione della rete, si limiteranno per l'esercizio 2024 al 60%.
Una doccia gelata per l’agitato Ceo di Blackstone Italia, Andrea Valeri, e per Gianluca Ricci che guida gli investimenti italiani del fondo australiano Macquarie (oltre a Aspi, ha un grosso guaio da sbrogliare in Open Fiber). Anche Blackstone e Macquarie alla fine hanno dovuto votare nella direzione decisa da Cdp (anche un eventuale addio dei fondi ad Aspi però non sembra dare nessuna preoccupazione allo staff di Scannapieco. Il mercato, difatti, offre tante società pronte a sostituirli).
Gianluca Ricci Macquarie Italia
Una decisione, quella della Cdp, che scava un solco sempre più largo con i soci privati, e mette ancor di più sulla graticola l’Ad Tomasi che attende come un’anima in pena l’assemblea convocata il prossimo 17 aprile, quando decadrà tutto il Cda compresi presidente ed Ad e si nomina nuovo consiglio e nuovi vertici.
Tomasi sa benissimo che i due fondi lo vedono come il fumo agli occhi, reo di aver ceduto a una serie di segnali provenienti da Salvini (non si contano le sue foto in rete e sui giornali con il ministro o con chissà quali altri rappresentanti del Governo a inaugurare piccole tratte e parcheggi di seconda categoria).
Piergiorgio Peluso figlio di annamaria cancellieri
Mentre a Palazzo Chigi, il successore di Giovanni Castellucci (che lo assunse da Enel e lo nominò suo direttore generale) si è presentato l’altro ieri scortato dal suo capo delle relazioni istituzionali l’ubiquo lobbista di ascendenze meloniane Riccardo Pugnalin, caro a Bocchino e al giro Aise ma pare poco ‘’stimato’’ da Fazzolari, per un colloquio con il capo di gabinetto Gaetano Caputi.
Anche dentro la società, la tensione è alle stelle. Voci di corridoio della romana via Bergamini, dove ha sede l’headquarter di ASPI, raccontano di manager di livello, attirati in azienda da Tomasi, che si starebbero già guardando attorno per lasciare la barca che fa acqua da tutte le parti.
Nomi del calibro di Piergiorgio Peluso, il Cfo, che avrebbe manifestato più volte a Tomasi la propria contrarietà a presentare ai due fondi piani finanziariamente indigesti, coltivando l’ambizione, dicono, di occupare la prima poltrona di Aspi. Ma a decidere sul futuro di Tomasi sarà la Cdp di Scannapieco, col gradimento dei due fondi, in base ai suoi risultati.
liguria code in autostrada6
Andrea Valeri di Blackstone
L AZIONARIATO DI AUTOSTRADE PER L ITALIA
Macquarie
riccardo pugnalin
crollo ponte morandi