PRIMA LE TENDE, POI IL NIDO, ADESSO FORT APACHE. MA È ARCHITETTURA QUELLA CHE SI STA PREPARANDO PER L’EXPO DI MILANO 2015 OPPURE UN GIOCO A PREMI PER L’INFANZIA SPONSORIZZATO DALLA LEGO?

DAGOREPORT

Prima le tende, poi il nido, adesso Fort Apache. Ma è architettura quella che si sta preparando per l'Expo universale di Milano 2015 oppure un gioco a premi per l'infanzia sponsorizzato dalla Lego?

Una volta, le grandi rassegne universali servivano (anche) per rivoluzionare l'architettura, basti pensare al Crystal Palace di Joseph Paxton che introdusse le costruzioni in ferro e vetro (con gli interni progettati dopo il Cinquanta da Jones Owen) o alla contrastata Torre Eiffel, diventata poi icona di Parigi. Che dire delle architetture che si vanno proponendo per Expo 2015?

Prima c'era il progetto dell'ex assessore-archistar-architutto di realizzare l'Expo sotto delle tende svolazzanti, un po' come le vecchie lenzuola stese dalla nonna nel cortile. Ma se pioveva? Poi sono venuti i "canaletti" navigabili della Moratti per ricordare a tutti che a Milano c'erano i Navigli (coperti dal Dopoguerra)... una roba da metterci dentro una feluca tanto per vedere l'effetto che fa.

Quindi è stato scelto il Padiglione Italia (disegnato da Nemesi & Partners di Roma) che vuole rappresentare "il vivaio e l'albero della vita, madre di tutte le cose, le radici che affondano nella tradizione e le fronde che nutrono e rigenerano l'uomo". Bene: la forma ricorda un nido per passeracci di passaggio a Milano.

Ma l'apoteosi viene adesso con Bookcity, pletorica rassegna di 650 appuntamenti di lettura ai quali si va solo da deportati (le scuole) o per sentirsi up-to-date (aspiranti scrittori degni di Masterpiece), che anticipa l'Expo. Per Bookcity, Michele De Lucchi ha realizzato dentro il Castello Sforzesco una specie di capanna di legno in stile tardo da Far West, che dopo questi tre giorni sarà smontata e servirà per presentare l'Expo in Italia.

Si tratta di una costruzione che un geometra del second'anno sarebbe riuscito a fare con più inventiva. Del resto, cosa ci si poteva aspettare da uno che ha lastricato di parquet pavimento e pareti del Refettorio Palladiano della Fondazione Cini?

Vero è che l'accampamento di legno progettato da De Lucchi all'interno del castello-dysneland - rifatto da Luca Beltrami nel 1900 - serve per ospitare giornaliste che parlano di cibo. E questo è meritevole, perché finalmente si sottraggono braccia alle tastiere. Ma se queste accendono un fornelletto mentre discettano di manicaretti si brucia tutto!

 

BOOKCITY DENTRO AL CASTELLO SFORZESCO DI MILANO BOOKCITY DENTRO AL CASTELLO SFORZESCO DI MILANOSTEFANO BOERI E PISAPIAGIULIANO PISAPIA E STEFANO BOERICastello Sforzesco

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