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IL CERCHIO SI CHIUDE: L’AVVOCATO DEL POPOLO FINISCE TRAVOLTO DALLE CARTE BOLLATE - È LA NEMESI PERFETTA PER “GIUSEPPI”, LEGALE CHE NON È STATO IN GRADO DI SCRIVERE UNO STATUTO DECENTE, E PER IL MOVIMENTO GIUSTIZIALISTA INGUAIATO DALLE CAUSE - E NELL’ATTESA DI CAPIRE COME SI RISOLVERÀ L’INGARBUGLIATA SITUAZIONE, CON DI MAIO CHE GONGOLA, TORNA ALLA GUIDA DEL M5S L’ETERNO “MOTORE IMMOBILE” BEPPE GRILLO…

LUIGI DI MAIO - BEPPE GRILLO - GIUSEPPE CONTE

Annalisa Cuzzocrea per "La Stampa"

 

Sarà forse Nemesi, figlia dell'oceano e della notte, a perseguitare il Movimento 5 stelle. Una forza politica cresciuta nelle piazze negli ultimi quindici anni urlando, insieme al suo Vaffa, che «i partiti sono tutti morti».

 

Lo ha ripetuto per anni Beppe Grillo, mentre la forza politica cui aveva dato vita insieme a Gianroberto Casaleggio cominciava a entrare nelle istituzioni.

 

meme su giuseppe conte e beppe grillo

Lo hanno rivendicato i suoi adepti, ogni volta aggiungendo insulti verso questo o quel leader politico con cui - dicevano - non si sarebbero alleati mai.

 

Così, dacché le cose hanno cominciato a farsi serie, con l'ingresso nei consigli regionali, in quelli comunali, infine in Parlamento, c'è sempre stata una causa legale che chiedeva di invalidare una qualche decisione del Movimento che si faceva partito senza ammetterlo neanche con se stesso.

 

gianroberto casaleggio e beppe grillo

È toccato a Beppe Grillo, a Genova, quando decise di annullare il voto sulla candidata sindaca Marika Cassimatis semplicemente perché non era quella per cui tifavano lui e Casaleggio. Anche allora ci furono un procedimento perso e un'associazione da rifondare, per evitare di dover dare ragione a chi pretendeva di stare alle regole dello Statuto. E non all'arbitrio del capo. Ma nessuno ha imparato la lezione, sebbene l'avvocato che indice le cause per conto dei ribelli sia sempre lo stesso.

 

fico grillo di maio

Dopo una primavera trascorsa dagli iscritti a fare Stati generali on line per decidere che alla guida del Movimento doveva esserci un comitato direttivo, gli stessi dirigenti che avevano guidato quella decisione cambiano idea. Vogliono dare le chiavi dei 5 stelle a Giuseppe Conte e solo a lui. Grillo - tra un gamberetto e una tartina sul terrazzo dell'hotel Forum - fa lo stesso.

GIUSEPPE CONTE CON ENRICO LETTA

 

A un certo punto ci ripensa, vede troppi poteri nelle mani dell'ex premier, ma Luigi Di Maio e Roberto Fico corrono a Bibbona per calmarlo e di nuovo prevale l'arbitrio, si cancella la regola. Così non si fa, dice un tribunale a Napoli. Così si è sempre fatto, risponde il Movimento.

 

Perché è vero, da sempre alle votazioni on line possono partecipare gli iscritti solo fino a una certa data: una vecchia fissazione da "democrazia diretta" in stile Casaleggio per evitare truppe cammellate e cordate in entrata. Non basta però che una cosa si sia sempre fatta, perché sia giusta. E così, il Movimento che voleva distruggere i partiti sta riuscendo a distruggere solo se stesso nel continuo e maldestro tentativo di imitarli.

 

conte grillo

L'immagine dello stallo odierno vede l'avvocato del popolo sommerso da quelle che egli stesso definisce «carte bollate», senza più né un ruolo né un potere. Senza più vice, perché tutto è decaduto insieme a lui. Mentre resta - eterno motore immobile dei 5 stelle - Beppe Grillo. Cui Conte pensava di aver tolto la guida politica, ma da cui dovrà di nuovo tornare per chiedere: «Scegli me». Sempre che i nemici interni, a partire da Di Maio, non convincano il Garante a cercare un'altra strada. E che quella strada non porti, in questo assurdo gioco dell'Oca, a un altro ritorno: quello della dismessa piattaforma Rousseau.

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GRILLO DI MAIO CASALEGGIOGRILLO CASALEGGIO CONTE BY OSHOgianroberto casaleggio grilloGIUSEPPE CONTE E BEPPE GRILLO A MARINA DI BIBBONA

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