LA CINA HA IMPARATO LA LEZIONE – PECHINO HA PREPARATO LE CONTROMISURE ALLA POSSIBILE GUERRA COMMERCIALE CON GLI STATI UNITI: DURANTE IL PRIMO MANDATO DI TRUMP, E POI CON BIDEN, HA RAFFORZATO I SETTORI DOVE ERA PIÙ DEBOLE (COME I MICROCHIP AVANZATI) E HA CONSOLIDATO LE ALLEANZE CON “L’ASSE DEL MALE”, RUSSIA E IRAN. L’ECONOMIA NON TIRA PIÙ COME UNA VOLTA, MA È “VACCINATA” AI DAZI AMERICANI. E POI C’È SEMPRE L’UNIONE EUROPEA: SE GLI USA ROMPONO CON L’UE, GLI STATI DEL VECCHIO CONTINENTE SONO PRONTI A SPALANCARE LE PORTE AL DRAGONE CINESE…
Estratto dell’articolo di Alessandro Arduino per “la Stampa”
[…] Durante la sua prima presidenza, Trump aveva messo a dura prova il sistema economico cinese, colpendo in primis il commercio, settore nevralgico per Pechino. […]
Oggi, il compito non è meno arduo, con un Trump ancora più assertivo e un sistema politico americano meno incline a contenere le sue mosse. Tuttavia, il contesto globale è mutato rispetto alla sua 45ª presidenza.
La Cina non gode più della stessa forza economica: non può permettersi investimenti esteri senza un ritorno tangibile e deve contenere le spese interne, in particolare per il consumo e le infrastrutture, che non possono essere sostenuti indefinitamente con iniezioni di capitale.
La Cina, tuttavia, è stata in parte "vaccinata" dalla precedente amministrazione Trump su quelle che ritiene le proprie debolezze, a partire dalla ricerca sui microchip avanzati, al consolidando alleanze multilaterali come l'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai e il Brics+, e la ricerca di alternative al sistema internazionale di pagamenti Swift, nel timore di sanzioni simili a quelle che hanno paralizzato Russia e Iran.
Ridurre l'attrito con gli Stati Uniti è una priorità strategica per Pechino, e Trump ne è consapevole. Negli ultimi anni, i rapporti tra i due Paesi si sono deteriorati e un'escalation nella guerra tecnologica e commerciale con Washington potrebbe distogliere Pechino dal suo obiettivo prioritario di rimettere in sesto l'economia, specialmente in un periodo in cui le spese per l'ammodernamento dell'Esercito di Liberazione Popolare continuano a crescere in maniera sostanziosa.
xi jinping vladimir putin vertice brics 2024 foto lapresse
La Cina ha scelto di inviare un rappresentante di alto profilo per l'inaugurazione, il vicepresidente Han Zheng. Da giovane Han era considerato una stella emergente della politica cinese, avendo raggiunto in breve tempo la carica di vicesindaco di Shanghai durante l'apice dell'espansione economica della Cina orientale.
In quel periodo, Han non solo è emerso indenne dalla caduta del segretario del Partito di Shanghai, travolto da scandali finanziari, ma ha anche collaborato da vicino con il nuovo leader della città, un certo Xi Jinping, gettando le basi per una connessione strategica che avrebbe influenzato il suo futuro politico.
Tecnocrate, Han ha coltivato relazioni eccellenti con le comunità di affari internazionali in Cina, inclusa quella italiana, apprezzando particolarmente il dinamismo delle piccole e medie imprese italiane soprattutto su temi di protezione ambientale. Oggi Han mantiene rapporti privilegiati con la comunità imprenditoriale americana in Cina, che considera un pilastro delle relazioni tra i due Paesi. Non è un caso che uno dei progetti più iconici dell'area di Shanghai sia la Gigafactory di Tesla, e che durante la sua visita a Washington, Han abbia incontrato Elon Musk.
XI JINPING IN VERSIONE HACKER - FOTO CREATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI GROK
La presenza ad alto livello di Han all'incontro è significativa, indicando che la Cina è disposta a scommettere sulla distensione, soprattutto in occasione del prossimo Capodanno lunare del serpente, un periodo in cui la borsa cinese tende a registrare rialzi e Pechino vuole evitare ogni tipo di sorprese indesiderate.
Come riportato dagli organi di stampa cinesi, Han ha ribadito la disponibilità della Cina a lavorare con gli Stati Uniti per promuovere uno sviluppo stabile e sostenibile delle relazioni bilaterali, pur riconoscendo la persistenza di attriti economici e commerciali.
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peng liyuan e xi jinping con melania e donald trump
A riconferma della possibilità di un «buon affare», il caso di TikTok, un tema delicato per la sicurezza nazionale americana, ha visto una svolta inattesa: Trump ha concesso una proroga di più di due mesi per la possibile cessione di quote dell'app cinese a società americane, attenuando le tensioni.
A specifica domanda dei giornalisti, Trump ha minimizzato i rischi di sicurezza legati al presunto accesso ai dati degli utenti della app da parte del Partito comunista cinese, dichiarando che ci sono problemi più gravi su cui concentrarsi. La recente telefonata fra Trump e Xi ha lasciato intravedere spiragli positivi, ma l'incognita resta: l'anno cinese del Serpente segnerà davvero un viaggio di Stato di Trump in Cina nei suoi primi 100 giorni di presidenza?
Un dialogo di questo calibro sarebbe cruciale per limitare un'escalation con esiti imprevisti, soprattutto alla luce del rapporto annuale del Pentagono al Congresso che identifica l'ammodernamento dell'Esercito di liberazione popolare come un primo passo verso un suo utilizzo al di fuori dei confini cinesi. Sebbene Trump intenda mantenere una posizione di forza, Pechino non è sola nello sperare che le sue minacce siano principalmente tattiche negoziali.
xi jinpingdonald trump xi jinping mar a lagoVLADIMIR PUTIN DONALD TRUMP XI JINPING - MATRIOSKE