sturgeon johnson

FORZA SCOZIA! - L'AVANZATA DEL PARTITO NAZIONALISTA DI NICOLA STURGEON RILANCIA LA SECESSIONE DA LONDRA: CHIESTO UN NUOVO REFERENDUM CHE BORIS JOHNSON NON VUOLE CONCEDERE - MA SE NEL 2021 I NAZIONALISTI TRIONFERANNO ANCHE ALLE ELEZIONI LOCALI, LA PRESSIONE SARÀ ANCORA PIÙ FORTE - IL RISCHIO È QUELLO DI UNO SCENARIO “CATALANO” - UNA VOLTA FUORI DALLA GRAN BRETAGNA NON SAREBBERO NELL'UE: DOVREBBERO FARE DOMANDA DI AMMISSIONE A BRUXELLES (E IL PROCESSO E' LUNGO E COMPLICATO)

Luigi Ippolito per il “Corriere della Sera”

nicola sturgeon al voto

 

Il risultato delle elezioni britanniche riapre prepotentemente la questione scozzese: perché a Nord del Vallo di Adriano ha trionfato il partito nazionalista guidato dalla premier Nicola Sturgeon, a spese sia dei conservatori che dei laburisti: lo Snp (Scottish National Party) ha guadagnato ben 13 seggi, arrivando ora a controllarne 48 su 59. La Scozia è diventata praticamente una regione monopartitica, con una mappa elettorale completamente diversa da quella dell' Inghilterra, dominata dai conservatori.

 

E Nicola Sturgeon non ha fatto mistero di voler andare a un nuovo referendum sull' indipendenza. Quello del 2014 aveva visto la sconfitta dei secessionisti (55 a 45): ma due anni dopo, al referendum sull' Europa, la Scozia aveva votato a maggioranza contro la Brexit. E ora, con Boris Johnson premier catapultato verso l' uscita dalla Ue, Edimburgo chiede di separare definitivamente i suoi destini da Londra.

boris johnson con la premier scozzese nicola sturgeon 1

 

Il problema è che il leader dei conservatori e capo del governo britannico non ha nessuna intenzione di concedere il voto sull' indipendenza, che deve essere autorizzato da Westminster. Ma se, come è probabile, nel 2021 i nazionalisti trionferanno anche alle elezioni locali, la pressione per rimettere la questione al popolo si farà irresistibile. Altrimenti, il rischio è quello di uno scenario «catalano»: e cioè che a Edimburgo decidano di organizzare un referendum illegale, andando allo scontro frontale con Londra.

 

boris johnson con la premier scozzese nicola sturgeon 2

Ma è una strada che al momento la Sturgeon non sembra voler percorrere.

In ogni caso, l' indipendenza scozzese apre più problemi di quanti non ne risolva (a parte quello ovvio della disgregazione del Regno Unito).

 

Il petrolio del Mare del Nord porta meno profitti di una volta e dunque l' idea di una «Norvegia bis», autonoma e prospera, è più difficile da vendere. C' è poi il paradosso dell' appartenenza alla Ue: gli scozzesi vogliono staccarsi dall' Inghilterra perché non condividono la Brexit, ma non è che una volta da soli resterebbero in Europa. Al contrario, dovrebbero fare domanda di ammissione a Bruxelles: e sarebbe un processo lungo e complicato.

boris johnson con la premier scozzese nicola sturgeon

 

Per non parlare della moneta: non potrebbero adottare di colpo l' euro, ma Londra potrebbe rifiutarsi di lasciar loro usare la sterlina. Che farebbero a Edimburgo, batterebbero moneta da soli? Ce n' è quanto basta per raffreddare i bollori indipendentisti.

Dall' altro lato del mare, anche in Irlanda del Nord c' è stato uno sconvolgimento elettorale: sono andati male gli unionisti protestanti, mentre i nazionalisti cattolici del Sinn Fein hanno colto un buon successo. Perfino il leader del gruppo parlamentare unionista a Westminster ha perso il suo seggio e per la prima volta i protestanti sono in minoranza: un passo avanti verso la riunificazione dell' Irlanda, già tornata all' ordine del giorno dopo che Johnson ha accettato di lasciare l' Ulster nell' orbita europea.

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