POTENTI IN VACANZA - 7 GIORNI DA NABABBO PER OBAMA - HOLLANDE A VERSAILLES NEL LETTO DI SARKOZY - LA MERKEL SULLE ALPI - CAMERON LOW COST

Da La Stampa

1. BARACK NELL'ISOLA VIP UN RITORNO INFELICE
[m. mo.]

La scorsa estate Barack Obama era in campagna elettorale e saltò Martha's Vineyard, per evitare di farsi vedere in un'enclave di super-ricchi, ma quest'anno vi torna con la famiglia. C'è però una novità che scatena le proteste dei residenti dell'isola per vip del Massachusetts. La villa che in passato gli Obama affittavano è stata venduta e, non essendo più disponibile, ne hanno preso un'altra a Chilmark, di proprietà del finanziere di Chicago David Schulte.

Il problema è che Chilmark è più vicino al centro e il servizio segreto ha di conseguenza chiuso al traffico metà della principale strada locale. Da qui il subbuglio, con il sindaco che ha invitato i residenti a «scrivere e-mail di protesta alla Casa Bianca» per «far presente i disagi collettivi». Le rassicurazioni degli 007 sono servite a poco e da ieri sera gli Obama hanno iniziato la vacanza di 9 giorni durante la quale il Presidente si propone di «leggere, nuotare, giocare a golf e basket, andare in bicicletta e soprattutto stare con la sua famiglia» assicura il portavoce Jay Carney.

Per i repubblicani è l'occasione di divulgare le «cifre dello sperpero di denaro pubblico»: la villa da 7,6 milioni di dollari ne costa di affitto 40-60 mila a settimana mentre le 175 stanze di hotel riservate per lo staff ne aggiungono altri 180 mila. «Supererà il record di 50 mila dollari a settimana stabilito nel 2011» assicurano gli avversari.

2. HOLLANDE A VERSAILLES NEL LETTO DI SARKOZY
[alb. mat.]

Vacanze corte, vicine e studiose. François Hollande vuol dare l'esempio. Si concederà una settimana sola, a partire da domani. E andrà alla Lanterne, la residenza nel parco di Versailles, che ha una serie di pregi: è vicina a Parigi, dispone di piscina e di campo da tennis e soprattutto è circondata da un muro, quindi Presidente e première compagna Valérie non saranno paparazzati come l'estate scorsa a Bregançon, sul Mediterraneo. In più, visto che la Lanterne è teoricamente in dotazione al primo ministro, c'è anche il vantaggio di farne pagare il mantenimento (200 mila euro all'anno) a Matignon, anche se ci va l'inquilino dell'Eliseo.

Costruito nel 1787 per il principe di Poix, dal 1959 l'ex padiglione di caccia era la casa di campagna dei primi ministri della Quinta Repubblica. L'hanno sfruttata tutti (Edouard Balladur seppellì il suo cane in giardino), tranne quando, dal ‘62 al ‘69, ci visse a tempo pieno André Malraux, il ministro della Cultura di De Gaulle. Ma Nicolas Sarkozy se ne incapricciò e sfrattò il suo premier François Fillon, fra le proteste della gauche che strillava alla «rapina».

Tanto gli piaceva, che Sarkò passò alla Lanterne la sua prima notte di nozze con Carlà. Adesso tocca a Hollande: sette striminziti giorni per prepararsi a un autunno che tutti prevedono caldissimo. Anche perché in agenda c'è una riforma delle pensioni che si annuncia addirittura bollente.

3. LA MERKEL SULLE ALPI SI PREPARA AL VOTO
[ton. mas.]

Speriamo che anche quest'anno Reinhold Messner abbia sortito il suo effetto benefico su Angela Merkel. L'anno scorso qualcuno ironizzò che le passeggiate sulle Dolomiti con il noto alpinista avessero favorito l'improvviso ammorbidimento estivo della cancelliera sui dossier europei. Quest'anno Merkel è partita con il marito a fine luglio in direzione Solda, Alto Adige, per godersi di nuovo qualche giorno di passeggiate in montagna, lontano dal clima elettorale che sta infiammando Berlino, e spesso in compagnia di Messner.

Forte di sondaggi che attestano che due terzi dei tedeschi la vogliono di nuovo alla guida del Paese e che la distanza tra il suo partito e i socialisti è di quindici punti (la Cdu-Csu oscilla attorno al 45%, la Spd attorno al 25% da molto tempo), è probabile che la cancelliera si sia portata in vacanza una sola domanda: con chi governerò? Gli attuali partner di governo, i liberali, stentano a raggiungere la soglia di sbarramento del 5% , per molti è scontato dunque che si ripresenterà l'impasse del 2005 che costrinse Gerhard Schroeder e Merkel alla grande coalizione tra cristianodemocratici e socialisti.

Il resto d'Europa, intanto, attende il benefico effetto-Messner su alcuni dossier spinosi come il taglio del debito greco o il prosieguo dell'Unione bancaria. Chissà che il combinato disposto delle passeggiate con l'alpinista e il risultato delle urne non riesca a rovesciare in autunno qualche «nein» della Kanzlerin di ferro.

4. CAMERON LOW COST
[ale. riz.]

Volo low-cost, abbigliamento casual, spesa al mercato del pesce: David Cameron ha optato per una vacanza all'insegna della sobrietà, almeno apparente, in linea con le aspettative dei suoi concittadini. Arrivato in Portogallo a fine luglio a bordo di un volo EasyJet con la moglie Samantha e i tre figli, il primo ministro britannico è rimasto nel paese per due settimane, trovando anche il tempo di farsi fotografare, in pantaloncini corti e camicia, mentre comprava calamari in un mercato nell'Algarve.

Sempre attento a smentire l'immagine di privilegiato (background aristocratico, scuole prestigiose a Eton e Oxford), Cameron sceglie spesso voli lowcost, e già nel 2011, in piena crisi economica, aveva portato la moglie in Spagna con Ryanair. Questa volta alcune critiche sono arrivate dal «Daily Mirror», tabloid di sinistra tradizionalmente avverso ai Tory. Grahame Morris, deputato Labour, ha detto che Cameron «può anche cercare di passare per uomo della strada, ma la verità è che milioni di cittadini comuni non si possono permettere di partire, vivono nella paura di non poter pagare la bolletta del gas».

Altri hanno criticato il fatto che il premier e il suo vice Nick Clegg, andato in Spagna, siano partiti nello stesso periodo. Cameron è già tornato al lavoro, ma lo attende una nuova vacanza, questa volta inequivocabilmente «posh»: qualche giorno in Scozia nella lussuosa tenuta della famiglia di Samantha.

 

Obama al mare con le figlie Obama al mare Obama al mare ZOMBIENATION MERKEL NATION francois hollande MERKEL AL VOLANTE VOLKSWAGENDAVID CAMERON E LA MOGLIE SAMANTHA A IBIZA DAVID CAMERON E LA MOGLIE SAMANTHA A IBIZA VALERIE IN BIKINIFrançois Hollande

Ultimi Dagoreport

giorgia arianna meloni massimiliano romeo matteo salvini

RIUSCIRÀ SALVINI A RITROVARE LA FORTUNA POLITICA MISTERIOSAMENTE SCOMPARSA? PER NON PERDERE LA FACCIA HA RITIRATO DALLA CORSA PER LA SEGRETERIA DELLA LEGA IN LOMBARDIA IL SUO CANDIDATO LUCA TOCCALINI. E ORA IN LIZZA C’È SOLO MASSIMILIANO ROMEO, UNA VOLTA SUO FEDELISSIMO - UNA MOSSA SOSPINTA SOPRATTUTTO DALL’ASSOLUTO BISOGNO DI SALVINI DI AVERE PIÙ UNITI CHE MAI I CAPOCCIONI DELLA LEGA: PER IL 20 DICEMBRE È ATTESA LA SENTENZA PER IL PROCESSO OPEN ARMS - IL CAPITONE SPERA IN UNA SENTENZA DI CONDANNA: DIVENTARE "MARTIRE DELLA GIUSTIZIA" SUL TEMA DELLA MIGRAZIONE POTREBBE TRASFORMARSI IN UNA MEDAGLIA SUL PETTO PER RISALIRE NEL CUORE DEI LEGHISTI SEMPRE PIÙ DELUSI - DOPO LE SCONFITTE ALLE POLITICHE E ALLE REGIONALI, CON LA LEGGE SULL’AUTONOMIA FATTA A PEZZI, ORA LE SORELLE MELONI VOGLIONO SALIRE ANCHE SUI TRENI, DOVE SALVINI, COME MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE, VUOL FARLA DA PADRONE. IL BORDELLO CONTINUA: FINO A QUANDO?

tony effe

DAGOREPORT - TONY EFFE VIA DAL CONCERTO DI CAPODANNO A ROMA PER I TESTI “VIOLENTI E MISOGINI”? MA ANDATE A FANCULO! MENTRE PAPA BERGOGLIO ACCOGLIE SANTI E PUTTANE, TRANS E GAY, LA SINISTRA ITALIANA PROVA A IMPORRE QUESTA OSSESSIONE AMERICANA PER IL POLITICAMENTE CORRETTO CHE SI ILLUDE DI RIDURRE IL TASSO DI INTOLLERANZA UTILIZZANDO UN LINGUAGGIO APPROPRIATO. TUTTO INUTILE. PERCHÉ IL RIDICOLO È PIÙ FORTE DEL PERICOLO. DIRE OMOSESSUALE ANZICHÉ GAY NON PROTEGGE GLI OMOSESSUALI DALLA VIOLENZA DI STRADA. COSÌ COME CACCIARE DAL PALCO DEL CONCERTONE DELL’ULTIMO ANNO IL RAPPER TONY EFFE PER AVER SCRITTO BRANI CHE "VEICOLANO MESSAGGI OFFENSIVI VERSO LE DONNE E NORMALIZZANO ATTEGGIAMENTI VIOLENTI" NON CAMBIA LA VITA SOCIALE E I RAPPORTI INTERPERSONALI. MASSÌ, IN PRINCIPIO ERA IL VERBO. MA ALLA FINE C'È LA BUGIA, IL TERRORE DI ESPRIMERE LIBERAMENTE QUELLO CHE SI PENSA, DETTO ALTRIMENTI FASCISMO”

mario calabresi - elly schlein - matteo renzi - carlo calenda - ernesto maria ruffini

DAGOREPORT – CERCASI DISPERATAMENTE UN CENTRO DI GRAVITÀ PERMANENTE, DI ISPIRAZIONE CATTOLICA E MODERATA, CHE INSIEME AL PD POSSA CONTRAPPORSI ALLE ELEZIONI POLITICHE DEL 2027 ALLA DESTRA AUTORITARIA DEL GOVERNO DI MELONI (SALVINI E TAJANI NON CONTANO PIU' UN CAZZO) - MENTRE PROCEDE L'EUTANASIA DEL TERZO POLO, OSTAGGIO DI RENZI E CALENDA, SI E' AUTOCANDIDATO IL CATTOLICO ERNESTO MARIA RUFFINI, MA NON LO VUOLE NESSUNO (ANCHE PRODI DUBITA DEL SUO APPEL MEDIATICO) - RISULTATO? SI È DIMESSO NON SOLO DAL FISCO MA ANCHE DA CANDIDATO - RUFFINI O NO, UNA “COSA" DI CENTRO DOVRÀ NASCERE A FIANCO DEL PD. L'EVANESCENZA DEI CATTO-RIFORMISTI DEM E' TOTALE. IL VATICANO E L'AZIONISMO CATTOLICO NON SI RICONOSCONO NEI VALORI ARCOBALENO DELLA MULTIGENDER ELLY SCHLEIN – RUMORS DALLA MILANO CIVICA: CIRCOLA IL NOME DI MARIO CALABRESI COME CANDIDATO SINDACO PER IL DOPO SALA…

giorgia meloni john elkann

DAGOREPORT – MENTRE LA CRISI GLOBALE DELL'AUTOMOTIVE RISCHIA DI BRUCIARE L'1% DEL PIL ITALIANO, GIORGIA MELONI E JOHN ELKANN SONO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA - LA DUCETTA DIFFIDA (EUFEMISNO) DI YAKI NON SOLO PERCHE' EDITORE DI "REPUBBLICA" E "LA STAMPA" NONCHE' AMICO DI ELLY SCHLEIN (GRAZIE ALLA DI LUI SORELLA GINEVRA), MA ANCHE PERCHÉ E' CONVINTA CHE FRIGNI SOLTANTO PER TORNACONTO PERSONALE - DI CONTRO, IL RAMPOLLO AGNELLI FA PRESENTE A PALAZZO CHIGI CHE LA QUESTIONE NON RIGUARDA SOLO STELLANTIS MA L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA IN TUTTO L'OCCIDENTE - E LA CINA GODE GRAZIE AL SUICIDIO EUROPEO SUL GREEN DEAL...