LISTE CINICHE - IL BANANA VUOLE SPACCHETTARE IL PDL LANCIANDO LISTE CIVICHE E VOLTI NUOVI MA I VECCHI VASSALLI NON VOGLIONO ESSERE PENSIONATI E S’AGGRAPPANO AD ANGELINO JOLIE PER SALVARE LA POLTRONA - IL “TRADIMENTO” DEL FEDELE SCHIFANI SPINGE ANCHE I PEONES ALLO SCOPERTO ANCHE PERCHÉ L’IDEA DEI “NUOVI VOLTI CIVICI” PORTA AI “VECCHI VOLTI CINICI”: LISTA MAL-DESTRA DELLA SANTADECHÉ, QUELLA ANIMALISTA DELLA BRAMBILLA E UNA TARGATA-BERTOLASO…

Ugo Magri per "la Stampa"

Alfano indossa i panni del domatore: davanti ai notabili del Pdl (ore 10, Palazzo Grazioli) tenterà di «addomesticare» Berlusconi. Cioè proverà a impedire che il vecchio leone dia zampate al partito smembrandolo in un arcobaleno di liste le più diverse e fantasiose. Nello stesso tempo però Angelino non vuole fare a meno del sostegno di Silvio, che per quanto spelacchiato sposta ancora un bel po' di voti; dunque un osso dovrà gettarglielo, magari una-due liste civiche sponsorizzate da Arcore potranno essere tollerate, purché il Cavaliere continui a puntare sul Pdl invece di «spacchettarlo»...

Rullo di tamburi, mediazione ad alto rischio in un partito nevrastenico, dove il presidente del Senato Schifani interviene sul «Foglio» per dire basta ai «grillismi» di destra e la Santanché lo rimbecca («io sto con il popolo»), non prima di averne informato il Grande Capo.

La confusione è massima. In certi momenti sembra che il bersaglio sia Monti, che il Pdl voglia ricompattarsi proclamando stamane un appoggio esterno, cioè basta votare i provvedimenti a scatola chiusa; salvo poi scoprire che i «crisaioli» sono alcuni ex di An, Matteoli in testa, mentre Berlusconi di far saltare il governo non ci pensa nemmeno, «tranne che Monti non regali agli italiani qualche altra Imu». La vera causa di eccitazione è la prospettiva che il Fondatore voglia rifondare tutto «ex novo» con altre facce più giovani al posto delle cariatidi.

Lo strumento per fare piazza pulita sarebbero le liste civiche. Una di destra senza compromessi, capitanata dalla Santanché; una «rivoluzionaria» guidata da Sgarbi; una terza messa in piedi da Bertolaso, ex Protezione civile; una quarta della Brambilla per gli animalisti, con cani e gatti nel simbolo. Allo studio una lista di «under 45». E i seniores? E tutti gli attuali onorevoli? In altre due liste, gli ex di An e gli ex di Forza Italia...

Si è saputo in giro, la maionese è impazzita, Schifani ha scritto la lettera al giornale di Ferrara per chiedere chiarezza, decine di parlamentari gli hanno fatto pubblicamente le congratulazioni, Alfano in primis («parole serie, forti e talvolta dolorose, ma vere»). Si vocifera di una discussione molto aspra tra il giovane segretario e l'ex padre-padrone. Falso però che siano volate parole grosse. «Presidente, in questa confusione non si può andare avanti», è stato l'argomento accorato di Angelino.

L'intero gruppo dei colonnelli, chi più chi meno, lo spinge a darsi coraggio, a pretendere che il suo ruolo venga rispettato. C'è chi immagina delle primarie interne, chi un congresso nazionale (più probabile una riunione di Direzione) Sintetizza Cicchitto: «Il Pdl deve rilanciarsi sotto la guida di Alfano e con il contributo di Berlusconi...».

Al volante ci deve essere uno solo, il Cavaliere si accomodi nel posto della suocera. Qualche bello spirito ci vede un colpo di Stato, tipo Paesi latino-americani: «L'uscita di Schifani è paragonabile a un'"intentona", con i generali che si pronunciano; la rivolta dei notabili somiglia a un "quartelazo", quando si sollevano le caserme. Può finire in un "golpetillo", se tutto fallisce, oppure in un "golpetazo" se Berlusconi scivola ai margini». Fini osserva da fuori interessatissimo. Bocchino e perfino Briguglio plaudono a Schifani, se il presunto golpe alfaniano riuscisse chissà, allora magari si potrebbe tornare a fare business insieme col Pdl...

 

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