renzi valls sanchez leader camicia bianca

ADIEU, HOLLANDE! - LA VITTORIA DI HAMON SEGNA LA FINE DEL GOVERNO DEL BUDINO E DEL SUO EX DELFINO VALLS, LA SPACCATURA DEI SOCIALISTI E UN ALTRO VAFFA A GLOBALIZZAZIONE, UNIONE EUROPEA, E SINISTRA ‘RIFORMISTA’ - MARINE LE PEN GODE: CON FILLON INGUAIATO DALLO SCANDALO FAMILIARE, RESTANO SOLO LEI E MACRON A CRESCERE NEI SONDAGGI. AL BALLOTTAGGIO, SI BALLA

Cesare Martinetti per la Stampa

 

Achim Post Diederik Samsom Pedro Sanchez Matteo Renzi  Manuel VallsAchim Post Diederik Samsom Pedro Sanchez Matteo Renzi Manuel Valls

Benoit Hamon stravince le primarie socialiste francesi, la sconfitta di Manuel Valls sancisce la fine definitiva dell' hollandismo, che non è solo il tramonto politico di un uomo come François Hollande che si è smarrito nel tatticismo, nell' ambiguità e nell' inadeguatezza al ruolo di monarca repubblicano che la Francia si attende dal suo presidente.

È la sconfitta di una sinistra europeista e globalista.

 

BENOIT HAMONBENOIT HAMON

Hamon porta il Ps che fu di Mitterrand ad allinearsi con quella «rivolta del cuore» che in Europa si è diversamente espressa. Con Jeremy Corbyn segretario del Labour che rinnega Blair in Inghilterra, Alexis Tsipras e Syriza in Grecia, in Portogallo con Antonio Costa socialista premier in un governo di sinistra unita secondo una formula ovunque dispersa.

E infine anche con Pablo Iglesias capo di Podemos il movimento nato dagli Indignados della Puerta del Sol di Madrid.

 

Cosa unisce queste sinistre con origini e traiettorie differenti? Innanzitutto la parola d' ordine dell' anti-austerità.

E quindi del rifiuto dell' impostazioni di fondo delle politiche economiche europee (non dell' Europa) dopo la crisi del 2008.

 

La proposta slogan di Hamon è stata il «revenu universel», quella che noi chiamiamo reddito di cittadinanza ed è la risposta a disoccupazione e precarietà, soprattutto tra i giovani. In Italia è la proposta faro del Movimento 5 Stelle, il partito che condivide in alcuni punti questi programmi.

jeremy corbyn seduto per terra sul treno virginjeremy corbyn seduto per terra sul treno virgin

Il vecchio partito socialista francese si trova così scisso in due partiti alternativi, mai scontro di linee e di uomini è stato tanto radicale.

 

Ci vorranno anni per rifondarlo e perché con esso la sinistra ritrovi una sua bandiera. I sondaggi per le presidenziali danno i socialisti nettamente in svantaggio rispetto ai due candidati maggiori, Marine Le Pen e François Fillon.

 

Al momento sembra impossibile che Hamon possa arrivare al ballottaggio del 7 maggio, anche se la situazione è talmente mobile che nulla si può escludere. Fillon, eletto candidato della destra repubblicana nelle primarie di dicembre e che sembrava già sulla soglia dell' Eliseo è ora alle prese con lo scandalo rivelato dal Canard Enchainé della moglie assunta come assistente parlamentare e remunerata come tale pur non avendolo mai fatto.

CORBYNCORBYN

 

Mentre i socialisti si dividevano nel ballottaggio delle primarie, ieri, Fillon ha tenuto il suo meeting di lancio della campagna elettorale a Le Bourget denunciando un complotto. Nessun passo indietro dunque e si vedrà dove arriveranno quelle che De Gaulle chiamava «bulles puantes» (bolle puzzolenti) e che visibilmente sono state sganciate dall' interno del partito dei «républicains», dove le divisioni non sono state meno crude che tra i socialisti, specie con l' esclusione di Nicolas Sarkozy.

 

pablo iglesiaspablo iglesias

Per Manuel Valls una sconfitta così netta ha il sapore di uno smacco cocente, come per Matteo Renzi di cui si è sempre dichiarato alleato e ammiratore. Hollande l' aveva nominato ministro dell' Interno nel suo primo governo, nel 2012, e due anni dopo primo ministro per marcare una svolta più forte verso una linea socialdemocratica e di alleanza sociale con sindacati e imprenditori, quel patto per il lavoro che non ha dato i risultati sperati, specie sull' occupazione.

 

Valls era allora il socialista più popolare di Francia, mentre la curva di gradimento di Hollande aveva già imboccato quella traiettoria discendente che l' avrebbe eletto a presidente meno amato. La vera rottura con l' elettorato di sinistra e buona parte del Ps (come dimostra in modo inequivocabile il voto di ieri) è stata sulla legge di riforma del lavoro che ha cambiato le regole dei negoziati, delegando alle trattative aziendali buona parte dei contratti.

 

È stata vissuta come una perdita di diritti per i lavoratori, ne è nato un vasto movimento sociale cresciuto intorno a place de la République di Parigi chiamato «nuit debout», la notte in piedi, divenuta il punto di ritrovo e di riferimento della capitale dopo gli attentati islamisti di Charlie e del Bataclan.

MARINE LE PENMARINE LE PEN

 

Anche intorno a questo movimento sono nate e cresciute le candidature alle primarie socialiste, in particolare quella di Benoit Hamon che pur faceva parte del primo governo della presidenza Hollande, ma dal quale venne escluso con la svolta «a destra» della nomina di Valls.

 

Che può succedere ora? Dopo un confronto così radicale è ben difficile che l' elettorato di Valls si riversi su Hamon, è ben possibile invece che ne guadagni Emmanuel Macron, la vera sorpresa di questa campagna.

 

Ha meno di quarant' anni, è candidato indipendente del movimento «En marche!» (in marcia), è stato anche lui ministro - all' Economia - con Valls, ha una linea europeista, liberale e socialdemocratica, antipopulista eppure popolare quella che la Francia non ha mai avuto e che in definitiva rappresenta la vera alternativa a Marine Le Pen.

FRANCOIS FILLON CON LA MOGLIE PENELOPEFRANCOIS FILLON CON LA MOGLIE PENELOPE

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

guerra ucraina vladimir putin donald trump ali khamenei xi jinping volodymyr zelensky

DAGOREPORT – IN UN MESE, TRUMP HA MACIULLATO L’ORDINE MONDIALE: RIABILITATO PUTIN, ISOLATA LA CINA - CINQUE PREVISIONI CHE NON SI SONO AVVERATE SULL’UCRAINA CON L'ARRIVO DEL NUOVO INQUILINO DELLA CASA BIANCA: 1) MARK RUTTE, SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO: “KIEV ENTRERÀ NELLA NATO, È UN PROCESSO IRREVERSIBILE”. ORA ANCHE ZELENSKY PARLA DI PIANO B – 2) NON SI FA LA PACE SENZA LA CINA. FALSO: TRUMP ALZA LA CORNETTA E PUTIN LO ASPETTA – 3) XI JINPING: “L’AMICIZIA CON LA RUSSIA È SENZA LIMITI” (MANCO PER IL GAS) – 4) L’IRAN S’ATTACCA AL DRONE: LA RUSSIA L'HA MOLLATA – 5) L’EUROPA, SOLITO SPETTATORE PAGANTE CHE NON CONTA UN CAZZO

giuseppe conte maria alessandra sandulli giorgia meloni matteo salvini giancarlo giorgetti corte costituzionale consulta

DAGOREPORT – IL VERTICE DI MAGGIORANZA DI IERI HA PARTORITO IL TOPOLINO DELLA CONSULTA: L’UNICO RISULTATO È STATA LA NOMINA DEI QUATTRO GIUDICI COSTITUZIONALI. A SBLOCCARE LO STALLO È STATO GIUSEPPE CONTE, CHE HA MESSO IL CAPPELLO SUL NOME “TECNICO”, MARIA ALESSANDRA SANDULLI – SUGLI ALTRI DOSSIER, MELONI, SALVINI E TAJANI CONTINUANO A SCAZZARE: SULLA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE NON CI SONO I SOLDI. LA RIFORMA DEI MEDICI DI FAMIGLIA È OSTEGGIATA DA FORZA ITALIA. E IL TERZO MANDATO È KRYPTONITE PER LA DUCETTA, CHE VUOLE “RIEQUILIBRARE” LE FORZE A LIVELLO LOCALE E SOGNA DI PAPPARSI VENETO E MILANO…

giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT – QUANTO DURERA' LA STRATEGIA DEL SILENZIO DI GIORGIA MELONI? SI PRESENTERÀ IN AULA PER LA MOZIONE DI SFIDUCIA A CARLO NORDIO O DISERTERÀ COME HA FATTO CON LA SANTANCHÈ? MENTRE LA PREMIER SI ECLISSA, SALVINI È IPERATTIVO: VOLA PRIMA A MADRID PER INTERVENIRE ALL’INTERNAZIONALE DEI NAZI-SOVRANISTI E POI A TEL AVIV PER UNA FOTO CON NETANYAHU – GLI OTOLITI DELLA SORA GIORGIA BALLANO LA RUMBA PER LE MOLTE BEGHE GIUDIZIARIE: DA SANTANCHÈ A DELMASTRO PASSANDO PER NORDIO E ALMASRI…

volodymyr zelensky vladimir putin donald trump

DAGOREPORT – TRUMP HA FRETTA DI CHIUDERE LA GUERRA IN UCRAINA: OGGI HA CHIAMATO PUTIN - IL PIANO USA PER LA PACE: ZELENSKY DEVE CEDERE ALLA RUSSIA LA ZONA DI KURSK. PUTIN MANTERRÀ IL CONTROLLO DELLA CRIMEA MA SOLO UNA PARTE DEL DONBASS. LA RESTANTE ZONA ORIENTALE, ORA OCCUPATA DAI RUSSI, DIVENTERÀ UN’AREA CUSCINETTO PRESIDIATA DA FORZE DI INTERPOSIZIONE. L'INGRESSO DI KIEV NELLA NATO? NELL'IMMEDIATO E' IRREALIZZABILE. E IN FUTURO? SI VEDRA' - TRUMP INGORDO: GLI USA HANNO DATO 340 MILIARDI A KIEV MA VUOLE 500 MILIARDI IN TERRE RARE DALL'UCRAINA (DIMENTICA CHE ANCHE L'UE HA SGANCIATO 170 MILIARDI. E INFATTI ANCHE GLI EUROPEI SARANNO AL TAVOLO DELLE TRATTATIVE...)