CIN CIN! CONTO ALLA ROVESCIA PER L’ANNOSA PRIVATIZZAZIONE DI TIRRENIA - LA NAVIGAZIONE DI STATO VA ALLA SOCIETA’ CIN, POSSEDUTA DA FONDI DI PRIVATE EQUITY E DA OPERATORI DEL SETTORE - L’ACCORDO PREVEDE CONTRIBUTI PUBBLICI PER ALTRI OTTO ANNI - TIRRENIA DAL 2005 AL 2009 HA GIA’ INGOIATO 1,3 MILIARDI DI FONDI STATALI - L’EUROPA CHIEDE DI RESTITUIRE MEZZO MLIARDO, E ALLA CIN VA DI TRAVERSO IL BRINDISI…

Alessandro De Nicola per "l'Espresso"

Questa settimana si chiude l'annosa vicenda della privatizzazione di Tirrenia, la compagnia di navigazione pubblica che collega l'Italia alla Sardegna e non solo. La sua pazza storia è l'esempio tipico del perché sia bene che lo Stato non faccia l'imprenditore. La compagnia nasce nel lontano 1936 e per lunghi anni viene gestita in perdita finché nel 2001 l'allora amministratore delegato, Franco Pecorini, ne preannuncia l'imminente privatizzazione.

Mica male. Dopo varie prove (di cui una esperita da un consorzio addirittura capitanato dalla regione Sicilia), nonché il fallimento di Tirrenia, si è arrivati nel 2011 alla firma per cederla alla società Cin, posseduta in parte da fondi di private equity, in parte da operatori del settore. Il prezzo è stato fissato in 380 milioni a patto che lo Stato continui a versare per otto anni un consistente pacchetto di sussidi. In cambio l'Antitrust ha imposto a Cin di cedere alcune rotte per evitare che si instauri una posizione dominante.

Tuttavia, il diavolo sta nei particolari. Infatti, precedentemente erano state spacchettate le società regionali di navigazione che assicurano le tratte con le isole minori: Caremar (Campania), Saremar (Sardegna) e Toremar (Toscana) mentre la Siremar (Sicilia) è rimasta alla capogruppo. Toremar è stata privatizzata, mentre Siremar chi l'ha comprata?

Passiamo a Saremar. La regione Sardegna, invece che privatizzare, si è messa a fare concorrenza a Tirrenia a prezzi calmierati e anzi si è pure rivolta all'Antitrust per contestare un presunto cartello tra le imprese private del settore che avrebbero tenuto artificialmente alti i prezzi. Peccato che chi di concorrenza ferisce, di concorrenza perisce. Infatti l'Antitrust ha a sua volta aperto a maggio una procedura per sospetti sussidi incrociati. Saremar con la stessa società gestisce sia le rotte sovvenzionate per le isole minori sia quelle con il continente dove è in competizione coi privati.

Staremo a vedere. Quanto alla Caremar per ora niente vendita, ma possiamo salutare con soddisfazione l'entrata di un nuovo concorrente nel mercato. Evviva, di chi si tratta? Ma della Regione Lazio, naturalmente, che sentendosi un po' esclusa, ha formato la compagnia Laziomar e ha rilevato le tratte per le belle isole di Ponza e Ventotene.

Insomma, le compagnie di navigazione pubblica proliferano e, per ricordarci alcuni fastidiosi obblighi europei, nel mese di giugno la Commissione europea ha aperto ben due procedure. Nella prima richiede all'Italia di conformarsi alle norme sugli appalti pubblici in quanto ha omesso di indire gare per l'assegnazione di servizi di cabotaggio marittimo gestiti, guarda caso, dalle compagnie regionali di Campania, Sardegna e Lazio: i relativi contratti erano scaduti già nel 2008. Infine, dulcis in fundo, ha chiesto la restituzione di aiuti di Stato erogati a Tirrenia per un ammontare che si stima sui 500 milioni. Cin si è giustamente irritata e ha detto che non li pagherà lei, mentre a noi cittadini non resta che infuriarci con la classe politica, passata e attuale, che ha permesso tutto ciò.

 

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