vaccino animali big

IN RUSSIA E' STATO BREVETTATO IL PRIMO VACCINO CONTRO IL COVID PER GLI ANIMALI - SI CHIAMA CARNIVAC-COV ED E' STATO GIA' SOMMINISTRATO AI CANI DELL'ESERCITO MILITARE - GLI SCIENZIATI: "QUESTO VACCINO E' NECESSARIO NELL'ALLEVAMENTO DI ANIMALI DA PELLICCIA" - L'ANNO SCORSO LA DANIMARCA FU COSTRETTA AD ABBATTERE MILIONI DI VISONI PER L'EPIDEMIA DI CORONAVIRUS...

Dagotraduzione dal DailyMail

 

Cane riceve il vaccino

Gli scienziati russi hanno sviluppato, primi al mondo, un vaccino contro il Covid per gli animali domestici. Si chiama Carnivac-Cov, è stato registrato a marzo e secondo i ricercatori protegge dal virus al 100%.

 

Anche se non ci sono prove che il Covid passi dagli animali all’uomo, i casi di animali infettati sono stati numerosi in tutto il mondo.  In cani militari sono stati i primi ad essere vaccinati in Russia, prima della loro partecipazione alla parata della piazza Rossa il 9 maggio.

 

Parata del 9 maggio

Il Covid è stato un problema serio specialmente per i visoni. In Danimarca l’epidemia ha costretto il paese ad abbattere milioni di esemplari e a chiudere l’industria delle pellicce fino al 2022.

 

«Questi animali possono ammalarsi di coronavirus in massa. Quindi il vaccino è davvero necessario» ha detto Nadezhda Rakhmanina, virologa russa. «È il primo e attualmente l’unico vaccino contro il coronavirus per gli animali» ha aggiunto Konstantin Savenkov, del Servizio federale russo per la sorveglianza veterinaria e fitosanitaria. «Questo particolare vaccino è necessario, prima di tutto, nell'allevamento di animali da pelliccia».

 

fosse comuni dei visoni in danimarca 6

«L'anno scorso sono stati descritti casi di morte di massa di animali da pelliccia all'estero, inclusa la Danimarca. In generale, gli animali da pelliccia sono suscettibili a molte malattie infettive dell'uomo, hanno persino una suscettibilità all'influenza... Nell'ultimo anno, non è stato dimostrato che gli animali domestici possano essere una fonte di infezione da Covid-19 per l'uomo. Ci sono casi isolati di infezione nei gatti, che sono stati descritti e provati. Ma non ci sono ancora [prove] di massa».

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