“LA SINDONE NON È SOPRANNATURALE” – IL RESTAURATORE DI LIBRI ANTICHI, LUCIANO SASSI, DOPO 24 ANNI DI RICERCHE HA UNA TEORIA SUL MISTERO DEL LENZUOLO DI GESÙ CRISTO: “DIAMO PER SCONTATO CHE SI TRATTI DEL NAZARENO. DOBBIAMO PRIMA ESAMINARE COM’ERANO A QUEL TEMPO GLI INCHIOSTRI E CHE COSA FU SPALMATO SUL CADAVERE, PERCHÉ L’OSSIDAZIONE SUL SACRO TELO È DI ORIGINE PROTEICA, DA MATERIALE ORGANICO. DA OLIO, IN PRATICA. NEI LIBRI CHIUSI AVVIENE LA STESSA COSA. NEL TEMPO LE SOSTANZE GRASSE SI OSSIDANO, ED ECCO DUNQUE APPARIRE…”

Anticipazione da “Oggi”

 

LUCIANO SASSI

Ai tantissimi studi e alle molteplici teorie sulla Sindone se ne aggiunge un’altra rivelata dal settimanale OGGI, in edicola domani.

 

Ne dà notizia Luciano Sassi, restauratore di libri e documenti antichi anche per conto degli Archivi di Stato di Milano e Mantova, lo studioso che scoprì l’unica firma autografa conosciuta di Leonardo da Vinci.

 

Dopo 24 anni di ricerche (««L’argomento è molto delicato. E ci sono tanti mitomani in circolazione») Sassi spiega a OGGI la sua interpretazione del mistero: «Niente di soprannaturale.

 

Sindone di Torino

Lo conferma un parallelo con la carta, che dopo l’invenzione della stampa era ottenuta da stracci di lino, la stessa materia del sacro lenzuolo, lavati nella calce o nella cenere.

 

A metà dello scorso millennio si cominciarono a costruire le cartiere vicino a corsi d’acqua inquinati da metalli. E i residui di ferro s’imbruniscono per ossidazione».

 

Nei libri trova immagini simili alla Sindone? «Sì, ma non è questo il punto. Diamo per scontato che si tratti del Nazareno. Dobbiamo prima esaminare com’erano a quel tempo gli inchiostri e che cosa fu spalmato sul cadavere, perché l’ossidazione sul sacro telo è di origine proteica, da materiale organico. Da olio, in pratica».

 

ELODIE IN COPERTINA SU OGGI - 8-15 SETTEMBRE 2022

Sassi racconta come «nel tempo la sostanze grasse si ossidano, diventano di colore nocciola. Ed ecco dunque apparire sul lino le fattezze dell’Uomo della Sindone. Nei libri chiusi sugli scaffali avviene la stessa cosa: compaiono elementi che prima non si vedevano».

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