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PROVE TECNICHE DI GIUBILEO BLINDATO - SOS TERRORISMO, INTENSIFICATA LA SORVEGLIANZA A SAN PIETRO, DALL’EXPÒ IN ARRIVO ALTRI 100 AGENTI - OCCHI PUNTATI SULL’OLIMPICO E SULLE ZONE DI MOVIDA - FALSO ALLARME PER 2 FUCILI IN UN SUV: ERANO FINTI
Lorenzo D’Albergo per “la Repubblica - Roma”
Due volanti e una gazzella, muso a muso davanti al colonnato disegnato da Gianlorenzo Bernini. I carabinieri con il mitra e il giubbotto antiproiettile e gli agenti impegnati in una continua perlustrazione tra i fedeli di piazza San Pietro. Così, sorvegliate a vista dalle forze dell’ordine, migliaia di persone ieri mattina hanno lentamente riempito il sagrato della basilica vaticana per l’Angelus di Papa Francesco.
Si è trattato di una prova generale in vista degli appuntamenti del Giubileo. Il test arriva a due giorni dal massacro marchiato Is a Parigi e a tre settimane dall’inizio di quell’Anno Santo per cui in città sono attesi già nelle prossime ore 700 militari, oltre ai 1.500 già operativi.
Le nuove misure di sicurezza non sembrano aver scalfito poi troppo le singole posizioni di chi ieri ha assistito alla messa del Pontefice. «Io sono fatalista — spiega Marino Musa, arrivato da Cremona con la famiglia — se deve capitare qualcosa, capiterà. Io penso che non accadrà nulla nelle prossime ore… ma con un Giubileo lungo un anno qualcosa succederà».
«Una certa ansia c’è — aggiunge Marco Alfano, in sella alla sua bici per la pedalata della domenica — prima mi sono fermato e ho pensato proprio al rischio di attentati. Il problema è che non si capisce bene se Roma sia una città protetta. Le minacce ci sono state. La guerra contro l’Occidente è scattata… speriamo non succeda nulla».
Il silenzio scende sulla piazza e l’attenzione è tutta rivolta al Papa. Il Santo Padre esprime il suo cordoglio per «gli attacchi terroristici che hanno insanguinato la Francia» e Marie Josée scoppia in lacrime poco fuori la recinzione che divide la piazza da via della Conciliazione.
È nata e cresciuta a Parigi, vive a Nizza e il suo volto è stanco, tirato. Le carezze del compagno e le parole del Pontefice la fanno sciogliere: «È stato molto commovente sapere che Francesco è vicino a noi. Sono state ore tremende. Mia madre è in Algeria e ci siamo subito sentite. Ma non ci possono rubare la serenità così. L’Occidente deve continuare a vivere. Presto tornerò di nuovo a Parigi. Non ho paura».
A commentare le frasi del Papa si ferma anche Matteo Giovannelli, turista pugliese: «Era inevitabile che si fermasse a parlare degli attentati. Mi ha colpito quando ha detto che le persone che hanno ucciso hanno bestemmiato usando il nome di Dio. Se oggi ho avuto timore di un attacco?
No, ma di sicuro ho pensato che questo sarebbe stato un posto ideale. Tornerò per il Giubileo, perché non credo che attaccheranno mai il Vaticano. Il problema sarà la vigilanza delle aree meno centrali, dove ci si può muovere con più facilità».
E allora, facendo un parallelo con quanto accaduto a Parigi, già dalla prossima domenica sarà massima la sorveglianza attorno all’Olimpico per i prossimi match di Roma e Lazio. Per affrontare eventi sportivi e musicali, serrare le zone della movida, cinema e teatri e difendere sedi vaticane e basiliche, la questura avrà a disposizione anche 100 poliziotti in arrivo da Expo e altrettanti agenti aggregati per il solo periodo del Giubileo. Tutti i giorni, per i servizi di ordine pubblico, potranno essere impiegati in media 2.000 agenti.
Numeri che richiedono un coordinamento rafforzato: «Serve una sala operativa comune con la presenza di tutte le forze dell’ordine per una maggiore compattezza per il bene dello Stato e dei cittadini — spiega il segretario del Siulp romano, Saturno Carbone — poi, nelle stazioni e nelle fermate metro vanno installati rapiscan per controllare i bagagli e garantire la sicurezza dei viaggiatori.
Agli agenti, infine, vanno consegnati giubbotti antiproiettile idonei». Una richiesta, l’ultima, avanzata anche dai vigili urbani attraverso l’Uglpl.
È stata invece la polizia a essere messa alla prova ieri sera. Intorno alle 18, in corso Vittorio Emanuele, una volante ha notato un suv verde militare sospetto. Al suo interno c’era un fucile kalashnikov, lo stesso modello utilizzato dagli attentatori parigini dell’Is, e due pistole glock. Finte, armi da soft air.
VATICANO - GIUBILEO
GIUBILEO BLINDATO
Ma prima di poter dichiarare cessata l’emergenza c’è voluto l’intervento degli artificieri e delle unità cinofile. Alla fine la vettura parcheggiata tra piazza Navona e Campo de’ Fiori, in pieno centro storico, è stata sequestrata. Il proprietario, un 35enne, è stato portato in commissariato e denunciato per procurato allarme.