ALLA FACCIA DEI CRITICI ITALIANI SNOBBONI TRIONFA “LA GRANDE BELLEZZA” DI PAOLO SORRENTINO AGLI OSCAR EUROPEI - VINCIAMO ANCHE LA MIGLIORE MUSICA CON ENNIO MORRICONE PER “LA MIGLIORE OFFERTA” DI TORNATORE

Marco Giusti per Dagospia

Alla faccia dei critici italiani snobboni trionfa "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino agli Efa Awards a Berlino. Vince tutto o quasi tutto agli Oscar europei. Miglior film, miglior regia, miglior attore, Toni Servillo, miglior montaggio, Cristiano Travaglioli. Vinciamo anche la migliore musica con Ennio Morricone per "La migliore offerta" di Giuseppe Tornatore.

Per gli altri rimane poco e niente. Se Toni Servillo ritira il premio personalmente dalle mani della bellissima Diane Kruger, Paolo Sorrentino, in giuria a Marrakesh, ha mandato a ritirarlo al posto suo Iaia Forte e il produttore Nicola Giuliano. Il premio per la migliore interprete femminile va a Veerla Baetens per "The Broken Circle Breakdawn" di Felix Van Groeningen, che da noi uscirà come "Alabama Monroe - Una storia d'amore". Migliore sceneggiatura a François Ozon per "Dan la maison".

Miglior commedia non ai Checchi Zalone e ai Frankie Matano ma a "Love Is All You Need" di Susanne Bier. Miglior film animato all'israeliano "The Congress" di Ari Folman. Miglior documentario a "The Act of Killing" produzione danese-norvegese diretta da Joshua Oppenheimer.

Miglior opera prima, e anche unico premio tedesco, al bellissimo "Oh boy" di Jan Ole Gerster, uscito da noi pochi mesi fa come "Un caffè a Berlino", che consiglio caldamente di vedere a tutti i pischelli che abbiano voglia di fare cinema. Miglior fotografia all'israeliano Asaf Sudry per "Fill The Void". Mettiamoci anche miglior scenografia a Sarah Greenwood per lo straordinario lavoro su "Anna Karanina" di Joe Wright. I costumi vanno allo spagnolo Paco Delgado per "Biancanieves".

Miglior suono a "Paradise: Faith". Si segnala il trionfo italiano, anzi napoletano, anzi sorrentiniano, ma anche quello del cinema nordico, che vince veramente molti premi. Francia, Inghilterra, Germania e Spagna vincono poco o nulla. Il grande favorito, "La vie d'Adéle" di Abdellatif Kechiche viene totalmente dimenticato assieme alle sue belle e scandalose ragazzette. Jep Gambardella col suo sorriso sornione se l'accomanna in quel di Berlino e punta decisamente prima ai Bafta e poi agli Oscar. No, non gli basta un po' di nostalgia.

 

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