LADY GAGA SALE IN CATTEDRA - LA SVALVOLATA PRESENTA LA SUA FONDAZIONE CONTRO IL BULLISMO ALL’UNIVERSITÀ DI HARVARD: “VOGLIO COMBATTERE LA CATTIVERIA E LA CRUDELTÀ VERSO I GIOVANI” - L’APPELLO AGLI STUDENTI FIGHETTI: “CREDO NEL VOSTRO POTENZIALE RIVOLUZIONARIO” - LA SOLITA GAGATA: “SE VI FOSSE UNA LEGGE IN GRADO DI SCONFIGGERE IL BULLISMO VI ASSICURO CHE MI INCATENEREI NUDA A UNA RETE METALLICA PER FARLA PASSARE”….

Maurizio Molinari per "La Stampa"

Sul palco del Sanders Theatre per una volta senza musica né coreografia, a fianco la madre Cinthya come testimonial, fuori in strada il pullman nero con la scritta «Born Brave Bus» e davanti un parterre di mille studenti che osannano ogni sua parola: Lady Gaga sceglie l'ateneo di Harvard per lanciare la fondazione «Born This Way» con l'intento di creare un foro di interazione permanente fra i giovani determinati a combattere «cattiveria e crudeltà» presenti nella vita di tutti i giorni, a cominciare dagli ambienti della scuola.

Vestita di nero e con in testa un copricapo sovrastato da una retina multiforme, la venticinquenne pop star si presenta al pubblico dell'ateneo delle élites con un look insolitamente non trasgressivo. Tanto per cominciare non esce da gusci di uova né si presenta coperta di bistecche fresche. Un atteggiamento tanto sottotono nasce dal desiderio di attirare l'attenzione soprattutto su ciò che dice. «Ho pensato di creare questa fondazione quando ho visto le reazioni al mio album - esordisce, riferendosi al "Born This Way" lanciato nel 2011 - perché ho ricevuto email e biglietti in cui si auspicava più tolleranza nell'Universo, più accettazione l'uno dell'altro».

Tentare di riuscirci per Lady Gaga significa «creare un ambiente diverso nel quale vivere». Da qui l'appello ai giovani di Harvard: «Credo in voi e nel vostro potenziale rivoluzionario, potete trasformare il mondo in un posto migliore e poi usarlo».

La strada da percorrere passa per «la sconfitta di cattiveria e crudeltà grazie ai nostri comportamenti». Cattiveria e crudeltà da cui nasce il bullismo che, secondo uno studio del Pew Research Center di Washington, ha infierito negli ultimi 12 mesi sul 20 per cento dei ragazzi americani. «Non c'è nessuna legge in grado di sconfiggere il bullismo mentre noi con le nostre azioni possiamo far venir meno le condizioni da cui si origina» assicura Lady Gaga, esprimendo sfiducia nel sistema: «Se vi fosse una legge in grado di sconfiggere il bullismo nelle scuole vi assicuro che mi incatenerei nuda a una rete metallica per farla passare».

Dopo essere stata protagonista delle battaglia per i diritti dei gay nelle forze armate e a favore delle nozze omosessuali, Lady Gaga sceglie l'identità dei giovani come nuova battaglia. È una versione insolita della star, quella che gli studenti acclamano. Non canta ma arringa e ha un'idea chiara in mente: «Fare della Fondazione una sorta di social network» per consentire a tutti i giovani di interagire, sempre ovunque.

Sul sito già fioccano le storie-confessioni di azioni di «coraggio personale», nei rapporti con se stessi o con gli altri. Quando la madre italoamericana Cinthya Germanotta, co-fondatrice della fondazione, le si affianca parlando di «programmi futuri», Lady Gaga non esita a correggerla: «Non programmi ma party», perché l'intenzione è far incontrare e interagire «per far crescere una società capace di accettare maggiormente il prossimo dove le differenze si abbracciano e le individualità vengono celebrate».

L'importanza della madre sta proprio nel fatto che ha accettato Lady Gaga per come voleva essere, senza ostacolarla né costringerla verso altri cammini. A sostenere il lancio della Fondazione dentro il teatro ci sono la conduttrice tv e opinion leader Oprah Winfrey, convinta che «fra i giovani c'è la forza per respingere il bullismo», il medico e scrittore indiano Deepak Chopra, che Lady Gaga considera il suo leader spirituale, e il ministro della Salute Kathleen Sebelius, convinta che «i giovani possono fare molto per cambiare il clima dentro le scuole».

La pop star dice a chiare lettere che la sua intenzione non è «dare vita a un ente di beneficenza contro il bullismo», perché la sua ambizione è ben più grande: innescare in America un'interazione collettiva fra milioni di giovani per creare «una società fondata sul coraggio dei gesti individuali», fatti di accettazione del prossimo.

Per questo l'autobus nero parcheggiato in strada ha sul fianco la scritta gigante «Born Brave Bus» - l'autobus dei nati coraggiosi - e la seguirà nella nuova tournée di concerti che servirà a promuovere «Born This Way» tanto nella versione dell'album che in quella della Fondazione. Fra i ragazzi accorsi a sentirla molti speravano in un concerto ma la delusione svanisce ascoltando la voce della pop star convinta di poter dare inizio a una nuova stagione di «rapporti fra giovani», facendo leva sui 20 milioni di seguaci su Twitter e i48 milioni di fan su Facebook che le assegnano la dimensione di personaggio globale.

 

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