peones transatlantico

HASTA LA POLTRONA SIEMPRE! LA BATTAGLIA DEI PEONES CONTRO IL ROSATELLUM: SANNO CHE NON VERRANNO RIELETTI E DIFENDERANNO (COL VOTO SEGRETO) DUE MESI DI STIPENDIO. SE PASSA LA RIFORMA, SI VOTA A MARZO; SE NON PASSA, LE URNE A MAGGIO – IN DIFESA DI 26 MILA EURO NETTE

 

Fabrizio De Feo per il Giornale

 

peones transatlantico1

La parola che risuona con maggiore frequenza in Transatlantico nelle ore calde della disfida sul «Rosatellum» è «collegio sicuro». Si cercano certezze, ci si confronta sulle implicazioni del nuovo sistema, si consultano i colleghi più ferrati in termini di interpretazione delle norme elettorali, quelli da sempre appassionati del tecnicismo della ripartizione, si compulsa il pallottoliere per arrivare ad avere una mappa mentale del nuovo Parlamento.

 

Ci sono i deputati del Nord del Pd che temono il «bagno di sangue» nei loro collegi. Quelli di Forza Italia, soprattutto del Sud ma non solo, che adombrano lo spettro della «salvinizzazione» e non nascondono l' irritazione preventiva per eventuali candidati leghisti catapultati nei loro territori di riferimento. Al grido di hasta la poltrona siempre, insomma, ci si ritrova a ragionare sul proprio futuro politico e a pesare la reale possibilità di ciascuno di ottenere il sospirato rientro nella Camera (o nel Senato) dei desideri.

 

SCILIPOTI FA VOLANTINO TRA I PEONES

La sensazione diffusa è che la partita non sia ancora conclusa. La speranza di molti si appunta sulla votazione finale che avverrà con il voto segreto e dove, in sostanza, ci sarà un «liberi tutti». Perché al di là delle dichiarazioni di rito dei capigruppo è evidente che in quell' occasione saranno molti quelli che giocheranno una partita personale e faranno un calcolo basato sulla propria convenienza. «Hanno scelto di giocarsela ai rigori con la fiducia, così si moltiplicano i rischi, è evidente», spiega un parlamentare di centrodestra.

 

GRUPPO PEONES

E un altro azzarda: «Alla fine il club dei 26mila euro conterà eccome». Prego? «Nel Pd ci sono 148 deputati eletti con il premio di maggioranza che non rientreranno mai in Parlamento. In quasi tutti i partiti ci sono parlamentari che sanno che non verranno mai più ripresentati dai loro segretari che acquisiscono un potere pressoché assoluto. Perso per perso perché questi parlamentari così precari dovrebbero votare il Rosatellum che ci porterà con ogni probabilità a votare verso febbraio-marzo invece di farlo saltare e far rimanere il Consultellum con il quale si ritiene che si andrà alle urne a maggio? Sono due mensilità in più che di fatto, considerati tutti i rimborsi, sono sui 25-26mila euro».

rosatellum proteste

 

In questo scenario confuso, naturalmente, non ci sono certezze. Perché tra i parlamentari non è difficile trovare chi contesta questo vaticinio e la vede in maniera opposta. «Non hanno capito che se si vuole puntare a un fine legislatura ordinato e soprattutto non anticipato bisogna approvare il Rosatellum» argomenta un altro deputato, questa volta lombardo.

 

Seggio Elettorale

Naturalmente i più interessati sono i cosiddetti peones, ovvero i parlamentari meno noti che si sentono maggiormente in bilico e calcolano con attenzione benefici e indennità che rischiano di perdere. Tra questi, naturalmente, i deputati che fanno parte di piccoli gruppi oppure quelli alla ricerca di un chiaro domicilio politico dopo i molteplici cambi di lista avvenuti nella legislatura più trasformista della storia Repubblicana (526 cambi di gruppo).

 

Ma i dubbi, oltre tra chi non ha un forte partito di riferimento, circolano anche tra coloro che rischiano di non essere candidati o tra quelli che saranno sì messi in lista ma in posizione tutt' altro che sicura e preferirebbero giocarsela con le preferenze. Malpancisti e franchi tiratori, insomma, affilano le armi e concentrano le loro speranze su quello sporco, ultimo voto previsto con ogni probabilità per stasera o più probabilmente domani. La cartuccia finale di una legislatura a dir poco complicata.

Ultimi Dagoreport

donald trump volodymyr zelensky

DAGOREPORT – A CHE PUNTO È L’ACCORDO SULLE RICCHE RISORSE MINERARIE UCRAINE TRA TRUMP E ZELENSKY? IN ALTO MARE - LA CASA BIANCA CONTINUA A FORZARE LA MANO: “SE ZELENSKY DICE CHE L'ACCORDO NON È CHIUSO, ALLORA LA SUA VISITA DI VENERDI'  A WASHINGTON È "INUTILE" - IL LEADER UCRAINO INSISTE SULLE “GARANZIE DI SICUREZZA”, VALE A DIRE: LA PRESENZA DI TRUPPE  USA AI CONFINI CON LA RUSSIA (NON BASTANO LE FORZE EUROPEE O NATO) – E SULLE ''TERRE RARE", IL TRUMPONE DOVREBBE ACCONTENTARSI DI UN FONDO GESTITO AL 50% TRA USA E UCRAINA – LA MOTOSEGA DI MUSK TAGLIA I CONSENSI: IL 70% DEGLI AMERICANI NON APPROVA L’OPERATO DI MR. TESLA, CHE NESSUNO HA VOTATO MA FA CIO' CHE VUOLE - CHE ACCORDO (D'AFFARI) HA FATTO CON TRUMP? PERCHÉ NESSUNO DENUNCIA L’ENORME CONFLITTO DI INTERESSI DI MUSK? A CAPO DEL ''DOGE'', FIRMA CONTRATTI MILIARDARI CON IL PENTAGONO...

elon musk steve bannon village people donald trump

KITSCH BUSSA ALLA NOSTRA PORTA? – LA MOTOSEGA DI MUSK, I SALUTI ROMANI DI BANNON, IL BALLO DI TRUMP COI VILLAGE PEOPLE: FARSA O TRAGEDIA? - VINCENZO SUSCA: ‘’LA CIFRA ESTETICA DELLA TECNOCRAZIA È IL KITSCH PIÙ SFOLGORANTE, LOGORO E OSCENO, IN QUANTO SPETTACOLARIZZAZIONE BECERA E GIOCOSA DEL MALE IN POLITICA - MAI COME OGGI, LA STORIA SI FONDA SULL’IMMAGINARIO. POCO IMPORTANO I PROGRAMMI POLITICI, I CALCOLI ECONOMICI, LE QUESTIONI MORALI. CIÒ CHE IMPORTA E PORTA VOTI, PER L’ELETTORE DELUSO DALLA DEMOCRAZIA, TRASCURATO DALL’INTELLIGHÈNZIA, GETTATO NELLE BRACCIA DI TIK TOK, X, FOX NEWS, È EVOCARE NEL MODO PIÙ BRUTALE POSSIBILE LA MORTE DEL SISTEMA CHE L'HA INGANNATO”

friedrich merz ursula von der leyen manfred weber giorgia meloni

DAGOREPORT - CON LA VITTORIA IN GERMANIA DELL’ANTI-TRUMPIANO MERZ E IL CONTENIMENTO DEI NAZI DI AFD NELLE FILE DELL’OPPOSIZIONE, TUTTO È CAMBIATO - E DAVANTI A UN’EUROPA DI NUOVO IN PIEDI, DOPO IL KNOCKOUT SUBITO DAL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA, PER LA ‘DUCETTA’ SI PREPARANO GIORNI ALL’INSEGNA DELLE INVERSIONI A U – L’ITALIA HA VOTATO CON L'EUROPA LA RISOLUZIONE SULL'INTEGRITÀ TERRITORIALE DI KIEV, CONTRO GLI STATI UNITI – CHI HA CAPITO L’ARIA NUOVA CHE TIRA, E' QUEL “GENIO” DI FAZZOLARI: “LA VOGLIA DI LIBERTÀ DEL POPOLO UCRAINO CHE È STATA PIÙ FORTE DELLE MIRE NEO IMPERIALI DELLE ÉLITE RUSSE” - SE NON AVESSE DAVANTI QUELL’ANIMALE FERITO,  QUINDI PERICOLOSO, DI SALVINI, LA STATISTA DELLA GARBATELLA FAREBBE L’EUROPEISTA, MAGARI ALL’ITALIANA, CON UNA MANINA APPOGGIATA SUL TRUMPONE – MA ANCHE IN CASA FDI, C’È MARETTA. IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI EDMONDO CIRIELLI HA IMPLORATO MERZ DI FARE IL GOVERNO CON I POST-NAZI DI AFD…

veronica gentili alessia marcuzzi roberto sergio giampaolo rossi myrta merlino

A LUME DI CANDELA - “QUESTO PROGRAMMA NON È UN ALBERGO”: AI PIANI ALTI DI MEDIASET SI RUMOREGGIA PER LE FREQUENTI ASSENZE DI MYRTA MERLINO A “POMERIGGIO CINQUE” (LE ULTIME RICHIESTE: DUE GIORNI A MARZO E PONTE LUNGHISSIMO PER PASQUA E 25 APRILE) – VERONICA GENTILI ALL’ISOLA DEI FAMOSI: È ARRIVATA LA FUMATA BIANCA – IL NO DI DE MARTINO AGLI SPECIALI IN PRIMA SERATA (HA PAURA DI NON REPLICARE IL BOOM DI ASCOLTI) – CASCHETTO AGITATO PER LE GAG-ATE DI ALESSIA MARCUZZI - LO SHAMPOO DELLA DISCORDIA IN RAI - IL POTENTE POLITICO DI DESTRA HA FATTO UNA TELEFONATA DIREZIONE RAI PER SOSTENERE UNA DONNA MOLTO DISCUSSA. CHI SONO?

donald trump paolo zampolli

DAGOREPORT - LA DUCETTA SUI TRUMP-OLI! OGGI ARRIVA IN ITALIA IL MITICO PAOLO ZAMPOLLI, L’INVIATO SPECIALE USA PER IL NOSTRO PAESE, NONCHÉ L’UOMO CHE HA FATTO CONOSCERE MELANIA A DONALD. QUAL È IL SUO MANDATO? UFFICIALMENTE, “OBBEDIRE AGLI ORDINI DEL PRESIDENTE E ESSERE IL PORTATORE DEI SUOI DESIDERI”. MA A PALAZZO CHIGI SI SONO FATTI UN'ALTRA IDEA E TEMONO CHE IL SUO RUOLO SIA "CONTROLLARE" E CAPIRE LE INTENZIONI DELLA DUCETTA: L’EQUILIBRISMO TRA CHEERLEADER “MAGA” E PROTETTRICE DEGLI INTERESSI ITALIANI IN EUROPA È SEMPRE PIÙ DIFFICILE – I SONDAGGI DI STROPPA SU PIANTEDOSI, L’ATTIVISMO DI SALVINI E LA STORIA DA FILM DI ZAMPOLLI: FIGLIO DEL CREATORE DELLA HARBERT (''DOLCE FORNO''), ANDÒ NEGLI STATES NEGLI ANNI '80, DOVE FONDÒ UN'AGENZIA DI MODELLE. ''TRA LORO HEIDI KLUM, CLAUDIA SCHIFFER E MELANIA KNAUSS. PROPRIO LEI…”