joe biden vladimir putin

“ASSASSINO? CHI LO DICE SA DI ESSERLO” – PUTIN RISPONDE A BIDEN COME UN BAMBINO DELL’ASILO E GLI AUGURA “BUONA SALUTE”: “LO DICO SENZA IRONIA”, MA POI FA UN SORRISETTO MALEFICO – I DUBBI SULLA FRASE DI “SLEEPY JOE”: ERA VOLUTA O ERA LA SOLITA GAFFE DOVUTA ALL’ETÀ? DIETRO POTREBBERO ESSERCI LA VOGLIA DI VENDICARE IL FIGLIO E I CALCOLI POLITICI INTERNI ANTI-TRUMP – ANCHE PERCHÉ L’UNICO VERO NEMICO PER GLI USA È LA CINA (CHE A DIFFERENZA DELLA RUSSIA È UNA POTENZA ANCHE ECONOMICA) – VIDEO

 

 

 

 

 

vladimir putin

1 – PUTIN A BIDEN, 'ASSASSINO? CHI LO DICE SA DI ESSERLO'

(ANSA) - MOSCA, 18 MAR - "Chi lo dice sa di esserlo". Così il presidente russo Vladimir Putin ha commentato le parole del presidente americano Biden, che ieri ha detto di ritenere Putin "un assassino". Lo riporta Meduza.

 

joe biden dice che putin e' un assassino

"Mi ricordo che quando eravamo piccoli quando litigavamo dicevamo: "Chi lo dice sa di esserlo". E non è un caso, non è solo un modo di dire per bambini, uno scherzo, vi è un significato psicologico molto profondo in questo", ha aggiunto Putin. "Vediamo sempre in un'altra persona le nostre qualità e pensiamo che essa sia come noi e basandoci su questo diamo la nostra valutazione in generale", ha continuato Putin, ripreso dalla testata online Meduza.

 

JOE BIDEN E VLADIMIR PUTIN

2 – PUTIN, A BIDEN AUGURO SALUTE

(ANSA) - MOSCA, 18 MAR - "Cosa gli risponderei? Gli augurerei salute". Così il presidente russo Vladimir Putin ha commentato le parole del presidente americano Biden, che ieri ha detto di ritenere Putin "un assassino", secondo quanto riporta l'agenzia Interfax.

 

3 – PUTIN, LAVOREREMO CON USA MA SECONDO NOSTRI INTERESSI

(ANSA) - MOSCA, 18 MAR - La Russia coopererà con gli Stati Uniti, ma alle sue condizioni. Lo ha detto Vladimir Putin. "So che gli Stati Uniti, la leadership statunitense, è generalmente incline ad avere certe relazioni con noi, ma sulle questioni che interessano gli stessi Stati Uniti e alle loro condizioni.

 

alexei navalny

Pensano che siamo uguali a loro ma siamo diversi. Abbiamo un codice genetico, culturale e morale diverso. Ma sappiamo come difendere i nostri interessi. E lavoreremo con loro, ma nei campi che ci interessano e alle condizioni che riteniamo vantaggiose per noi stessi. E loro dovranno tenerne conto", ha detto Putin. Così Interfax.

 

 

4 - IL TRAMONTO DI UNA STAGIONE

JOE BIDEN VLADIMIR PUTIN

Giuseppe Sarcina per il "Corriere della Sera"

 

Non esiste alcun rapporto stilato dai servizi segreti o dal Consiglio di sicurezza nazionale americano che definisca Vladimir Putin come un «killer». Almeno stando ai documenti di dominio pubblico. Non è chiaro, quindi, sulla base di quali elementi Joe Biden abbia usato quel termine nell' intervista dell' altro ieri con la Abc.

 

Nella amministrazione di Washington l' imbarazzo è aumentato nel corso della giornata. La portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, si è limitata a rispondere ai cronisti: «Le nostre relazioni con la Russia saranno diverse. Useremo un linguaggio diretto, discuteremo con loro i temi che ci preoccupano».

vladimir putin donald trump

 

Ma, intanto, il ministero degli Esteri russo ha richiamato l' ambasciatore a Washington, con un gesto che ci riporta all' epoca della Guerra Fredda. Si discute se il presidente americano non sia scivolato sulla domanda-provocazione di un abile anchorman come George Stephanopoulos.

 

Una gaffe, insomma. Certamente l' uscita di Biden non è coerente con l' impianto politico-diplomatico costruito dal segretario di Stato Antony Blinken, dal Consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, in stretto collegamento con la comunità dell' intelligen-ce e il Pentagono.

anatoly antonov ambasciatore russo negli usa

 

Se ci fossero state prove dirette del coinvolgimento di Putin nel tentato omicidio di Alexei Navalny, ora agli arresti in Russia, i servizi segreti americani lo avrebbero scritto, così come hanno fatto con il principe Mohammed bin Salman per l' assassinio del giornalista Jamal Khashoggi.

 

L' avvelenamento del dissidente russo, invece, è stato punito dal governo americano sanzionando solo 7 funzionari dell' esecutivo di Mosca e l' intero Fsb, il servizio di sicurezza interno.

 

tony blinken joe biden

Perché un conto è attaccare Putin nei comizi, o anche in qualche intervento al Congresso; altra cosa è imputargli una responsabilità personale al cospetto della comunità mondiale.

 

Detto questo, l' uscita di Biden segnala, come si era già capito, la fine di una stagione. Non ci saranno più le ambiguità dell' era trumpiana. Il nuovo presidente non ha alcun interesse a costruire una relazione personale, quasi privata con i leader di Paesi considerati «avversari». Vale per la Cina, come per la Russia o l' Iran.

 

avril haines

L' ultimo rapporto della direzione nazionale dell' Intelligence, guidata da Avril Haines, mostra come il contro-spionaggio americano si stia rapidamente attrezzando per contrastare le aktivnye meropriyatiya , cioè le manovre di interferenza, di disinformazione messe in campo da Mosca.

 

Una lunga tradizione russa che, come scrive l' analista Angela Stent in un saggio per Foreign Affairs , risale addirittura alla metà dell' Ottocento. Il problema è che con il Cremlino si deve anche trattare. Lo ha detto lo stesso Biden, un minuto dopo aver dato del «killer» a Putin.

 

biden putin

Blinken e Sullivan hanno messo a punto il metodo: razionale, pragmatico, depurato dall' emotività.

 

Qualche risultato si è già visto: Stati Uniti e Russia hanno prorogato di cinque anni il «New Start», il Trattato per la non proliferazione delle armi atomiche. E in agenda ci sono altri temi cruciali: la Siria; la questione nucleare iraniana, gli equilibri nel Mediterraneo.

 

L' idea guida, come ha detto lo stesso Blinken al Congresso, è rimettere Putin al suo posto, collaborare fin dove è possibile, senza alimentare tensioni. Anche perché le energie vanno concentrate per contenere la Cina, il nuovo, vero avversario degli Stati Uniti. Ora vedremo quanto peserà su questa strategia l' intervista di Biden.

putin berlusconi bush pratica di mare

 

2 - VENDETTA PERSONALE E CALCOLO POLITICO ECCO PERCHÉ «JOE» FA LA VOCE GROSSA

Roberto Fabbri per "il Giornale"

 

Ci sono tre elementi principali da considerare per interpretare l' aggressività verbale di Joe Biden nei confronti di Vladimir Putin. Il primo è di politica interna americana, il secondo riguarda una certa continuità in politica estera, il terzo invece è di natura personale. Esaminiamo.

 

PUTIN OBAMA 1

Biden ha appena ottenuto dal Congresso, senza un singolo voto dell' opposizione repubblicana tuttora di fatto trumpiana, il sì al suo colossale piano da quasi duemila miliardi di dollari per il rilancio economico e il contrasto all' epidemia di Covid. Ha un progetto «tassa e spendi» difficile da far digerire all' opinione pubblica non di sinistra e quindi un problema da risolvere che è anche di immagine.

 

Trump ha già chiarito che conta di tornare in pista dopo le elezioni di medio termine dell' anno prossimo, attraverso le quali confida di recuperare la maggioranza parlamentare: obiettivo non nascosto, le presidenziali del '24. Biden non può permettere al suo nemico di rialzare la testa dopo il mancato impeachment, deve liberarsi di lui prima che torni a essere pericoloso.

 

DONALD TRUMP VLADIMIR PUTIN CORONAVIRUS

La nomina del giudice Garland al ministero della Giustizia è un sicuro segnale della sua volontà di farlo perseguire nei tribunali su ogni dossier possibile, e non certo solo per il caso macroscopico dell' assalto a Capitol Hill: gli scheletri abbondano negli armadi di Trump.

 

Ma ora che è diventato pubblico il contenuto del rapporto dell' intelligence sulle ingerenze russe contro di lui anche attraverso «forze oscure legate al Cremlino» (leggi tra l' altro: Rudolph Giuliani, avvocato di Trump), Biden ha un' occasione perfetta per schiacciare la testa del serpente rilanciando il filone della complicità di Trump con il Cremlino.

 

OBAMA PUTIN

Conta di sfruttarla, presentando il partito democratico come l' unico patriottico.

Il primo tema si lega con il secondo. Esiste in tempi recenti una continuità nelle grandi linee della politica di contenimento e ostilità nei confronti della Russia delle amministrazioni democratiche almeno dai tempi di Barack Obama (più nelle parole che nei fatti) e di Hillary Clinton, che se fosse diventata presidente avrebbe messo Putin alle corde. Cosa che Putin sapeva benissimo, e per questo lavorò per favorire Trump nel 2016.

VLADIMIR PUTIN E LYUDMILA CON GEORGE BUSH E SUA MOGLIE LAURA

 

Il quadriennio dell' ex presidente ha rappresentato una parentesi assai gradita a Mosca, anche se Trump è stato contenuto dal Deep State imperiale di Washington: sono state indebolite le relazioni transatlantiche e la Nato ha vacillato per colpa di un presidente americano insipiente e isolazionista.

 

Con Biden la ricreazione è finita, e si può tornare a dire in faccia a Putin che è un assassino (mancato, nel caso di Alexey Navalny) e a minacciarlo apertamente di fargli pagar care le sue intromissioni nella politica degli Stati Uniti.

 

Ed eccoci al terzo punto: il caso personale. Il quasi ottantenne Biden può sembrare un fragile nonnetto, ma ha esperienza da vendere e un fortissimo senso della famiglia. Conosce bene Putin e ne ha una pessima opinione, cosa che non mancò a suo tempo di dirgli di persona: «Io non penso che tu abbia un' anima», gli sibilò in viso e il riferimento era all' imprudente

hunter biden e il crack

 

L' ho guardato negli occhi e ho letto nella sua anima che posso fidarmi di lui pronunciato quasi vent' anni fa da George W. Bush.

 

Putin ha commesso l' errore di fornire gli elementi per scatenare contro Biden una canea internazionale per un presunto caso di corruzione che riguarda suo figlio Hunter e le sue attività commerciali in Ucraina. Rudolph Giuliani ci costruì sopra per conto di Trump una campagna di denigrazione contro l' attuale presidente, che adesso ha l' opportunità di vendicarsi con tutti e tre. E lo farà.

hunter biden e il padre joe

trump putin nyt

hunter biden joe biden nel 2009 con i figli hunter e beauhunter biden

BIDEN PUTIN

joe hunter bidenblinken

putin trumpdonald trump alla casa bianca con sergei lavrov e sergei kislyakdonald trump vladimir putinjoe biden e vladimir putin nel 2011

Ultimi Dagoreport

milano fdi fratelli d'italia giorgia meloni carlo fidanza ignazio la russa francesco gaetano caltagirone duomo

DAGOREPORT - PIJAMOSE MILANO! E CHE CE' VO'! DALL’ALTO DELLE REGIONALI LOMBARDE DEL 2023, CON IL TRIONFO DI FRATELLI D'ITALIA (25,18%), MENTRE LA LEGA SI DEVE ACCONTENTARE DEL 16,5 E FORZA ITALIA DEL 7,23, L’ASSALTO DI FRATELLI D’ITALIA ALLA MADUNINA ERA INEVITABILE - LA REGIONE È IN MANO DEL LEGHISTA ATTILIO FONTANA CHE, CON L’ASSESSORE ALLA SANITÀ GUIDO BERTOLASO, HA SBARRATO LA PORTA ALLE MIRE DELLA MELONIANA FAMIGLIA ANGELUCCI - EPPOI, SAREBBE PURE ORA DI DARE SEPOLTURA A STI’ POTERI FINANZIARI CHE SE NE FOTTONO DI ROMA: ED ECCO L’ASSALTO DI CALTAGIRONE A GENERALI E DI MPS-CALTA-MEF A MEDIOBANCA - IN ATTESA DI PRENDERSI TUTTO, LE MIRE DELLA DUCETTA PUNTANO AD ESPUGNARE ANCHE PALAZZO MARINO: AHÒ, ORA A MILANO CI VUOLE UN SINDACO ALLA FIAMMA! - ALLA FACCIA DEL POTERE GUADAGNATO SOTTO IL DUOMO IN TANTI ANNI DI DURO LAVORO DAI FRATELLI LA RUSSA, IL CANDIDATO DI GIORGIA SI CHIAMA CARLO FIDANZA. UN “CAMERATA” GIÀ NOTO ALLE CRONACHE PER I SALUTI ROMANI RIPRESI DALLE TELECAMERE NASCOSTE DI FANPAGE, NELL’INCHIESTA “LOBBY NERA” - UNA NOTIZIA CHE L’IMMARCESCIBILE ‘GNAZIO NON HA PER NULLA GRADITO…

donald trump friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT - IL FINE GIUSTIFICA IL MERZ... – GIORGIA MELONI HA FINALMENTE CAPITO CHE IL DAZISMO DI TRUMP È UNA FREGATURA PER L’ITALIA. AD APRIRE GLI OCCHI ALLA DUCETTA È STATA UNA LUNGA TELEFONATA CON IL CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ - DA POLITICO NAVIGATO, L’EX NEMICO DELLA MERKEL È RIUSCITO A FAR CAMBIARE IDEA ALLA DUCETTA, PUNTANDO SUI GROSSI PROBLEMI CHE HANNO IN COMUNE ITALIA E GERMANIA (TU HAI SALVINI, IO I NAZISTI DI AFD) E PROPONENDOLE DI FAR DIVENTARE FRATELLI D’ITALIA UN PUNTELLO PER LA MAGGIORANZA PPE ALL’EUROPARLAMENTO, GARANTENDOLE L'APPOGGIO POLITICO ED ECONOMICO DELLA GERMANIA SE SOSTERRA' LA ROTTA DI KAISER URSULA, SUPPORTATA DALL'ASSE FRANCO-TEDESCO – CON TRUMP OLTRE OGNI LIMITE (LA FRASE SUI LEADER “BACIACULO” HA SCIOCCATO “AO’, IO SO' GIORGIA”), COME SI COMPORTERÀ A WASHINGTON LA PREMIER, IL PROSSIMO 17 APRILE?

donald trump peter navarro

DAGOREPORT: COME È RIUSCITO PETER NAVARRO A DIVENTARE L’’’ARCHITETTO" DEI DAZI DELLA CASA BIANCA, CHE STANNO SCONQUASSANDO IL MONDO? UN TIPINO CHE ELON MUSK HA LIQUIDATO COME UN “IMBECILLE, PIÙ STUPIDO DI UN SACCO DI MATTONI”, FU ‘’SCOPERTO’’’ GIÀ NEL PRIMO MANDATO DEL 2016 DALLA COPPIA JARED KUSHNER E IVANKA TRUMP - IL SUO “MERITO” È LA FEDELTÀ ASSOLUTA: NEL 2024 NAVARRO SI È FATTO 4 MESI DI CARCERE RIFIUTANDOSI DI TESTIMONIARE CONTRO ''THE DONALD” DAVANTI ALLA COMMISSIONE D’INCHIESTA PER L’ASSALTO A CAPITOL HILL DEL 6 GENNAIO 2021...

trump modi xi jinping ursula von der leyen

LA MOSSA DEI DAZI DI TRUMP: UN BOOMERANG CHE L’HA SBATTUTO CON IL CULONE PER TERRA – DIETRO LA LEVA DELLE TARIFFE, IL TRUMPONE SI ERA ILLUSO DI POTER RIAFFERMARE IL POTERE GLOBALE DELL’IMPERO AMERICANO. IN PRIMIS, SOGGIOGANDO IL DRAGONE CINESE, L’UNICA POTENZA CHE PUÒ METTERE ALLE CORDE GLI USA. SECONDO BERSAGLIO: METTERE IL GUINZAGLIO AI “PARASSITI” EUROPEI. TERZO: RALLENTARE LO SVILUPPO TECNOLOGICO DI POTENZE EMERGENTI COME L’INDIA - LA RISPOSTA DEL NUOVO ASSE TRA EUROPA E CINA E INDIA, È STATA DURA E CHIARISSIMA. È BASTATO IL TRACOLLO GLOBALE DEI MERCATI E IL MEZZO FALLIMENTO DELL'ASTA DEI TITOLI DEL TESORO USA. SE I MERCATI TROVANO ANCORA LINFA PER LE MATTANE DI TRUMP, PER GLI STATI UNITI IL DISINVESTIMENTO DEL SUO ENORME DEBITO PUBBLICO SAREBBE UNO SCONQUASSO DA FAR IMPALLIDIRE LA CRISI DEL ’29 - CERTO, VISTO LO STATO PSICOLABILE DEL CALIGOLA AMERICANO, CHISSÀ SE FRA 90 GIORNI, QUANDO TERMINERÀ LA MESSA IN PAUSA DEI DAZI, L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA RIUSCIRÀ A RICORDARLO? AH, SAPERLO…

giana, turicchi, venier, paolo gallo, cristian signoretto arrigo antonino stefano

DAGOREPORT - AL GRAN BALLO DELLE NOMINE DELLE AZIENDE PARTECIPATE DALLO STATO - FA STORCERE IL NASO IL NUOVO CEO DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA): ARRIGO GIANA VANTA UN CURRICULUM DI AMMINISTRATORE PRETTAMENTE “LOCALE” E “DE SINISTRA”: MALGRADO SIA STATO IMPOSTO DA SALVINI, GUIDA ATM GRAZIE AL SINDACO BEPPE SALA. E PRIMA ANCORA FU NOMINATO CEO DI COTRAL DALL’ALLORA GOVERNATORE DEL LAZIO NICOLA ZINGARETTI; DOPODICHÉ SI ATTACCÒ ALL’ATAC, SPONSOR IL SINDACO GUALTIERI - RIMANE IN BALLO LA QUESTIONE SNAM: MALGRADO IL PARERE FAVOREVOLE DI CDP ALLA CONFERMA DI STEFANO VENIER, IL CEO DI ENI DESCALZI PUNTEREBBE SU CRISTIAN SIGNORETTO. IN BILICO PAOLO GALLO AL QUARTO MANDATO COME AD DI ITALGAS…