aldo moro claudio signorile

UNA STRANA COINCIDENZA IL GIORNO PRIMA DELLA MORTE DI ALDO MORO – CLAUDIO SIGNORILE, EX VICESEGRETARIO DEL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO, RACCONTA: "L'8 MAGGIO 1978 CHIAMAI CRAXI. ERO COSCIENTE CHE SAREI POTUTO ESSERE INTERCETTATO. LO AVVERTII CHE FANFANI ERA D'ACCORDO AD APRIRE ALLA TRATTATIVA" - "QUALCUNO DEI SERVIZI PUÒ AVER AVVERTITO LE BR ‘CATTIVE" O ‘TELECOMANDATE’? SÌ, C’È STATO UN ESITO IMPOSTO DALL'ESTERNO” – LA CHIAMATA RICEVUTA DA COSSIGA, A CUI ASSISTETTE SIGNORILE, IN CUI VENIVA ANNUNCIATO IL RITROVAMENTO DI MORO ORE PRIMA RISPETTO ALL'ANNUNCIO UFFICIALE, LA PUNTATA DI "REPORT" - VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per www.repubblica.it

 

claudio signorile mezzogiorno federato

Claudio Signorile, vicesegretario del Psi ai tempi del rapimento di Aldo Moro, dice che lui, la storia della chiamata a cui aveva assistito ore prima in cui si avvertiva del ritrovamento del corpo dello statista della Dc - chiamata avvenuta nello studio di Francesco Cossiga - la ripete da anni, anzi da subito dopo i drammatici fatti.

 

Soddisfatto della puntata di Report di ieri?

«Sono stati onesti, mi hanno fatto dire le cose che pensavo».

 

Oggi su Repubblica Luigi Zanda, che era il portavoce di Cossiga, risponde che il suo racconto è inverosimile.

«Io Zanda non lo ricordo in quell'ufficio».

claudio signorile bettino craxi

 

In effetti spiega che non era con Cossiga.

«Ah ecco, appunto. Comunque non ho alcuna finalità, di questa cosa ne cosa ne ho parlato immediatamente, credo alla prima deposizione che feci al pm, sicuramente alla prima commissione stragi. Cossiga era vivo e non fui mai smentito né corretto. Questa dell'ora della chiamata non è un'invenzione di adesso».

 

Chi chiamò Cossiga?

«Non ricordo se fosse il prefetto o il questore». […]

 

Spieghiamo meglio: perché questo anticipo della notizia, rispetto alla famosa e nota telefonata del brigatista che comunica il luogo del ritrovamento, è un fatto così importante e inquietante?

«Che ci sia stata una distanza di qualche ora tra il ritrovamento e la sua comunicazione ufficiale, di cui fui testimone, e quello noto, significa che il discorso non è stato limpido o trasparente. A me colpì sentire parlare dall’apparecchio di una "nota personalità ritrovata", con quel gergo burocratico.

ALDO MORO VIA FANI

 

Comunque non mi sembrava nulla di sconvolgente a dire il vero, di anomalo forse c'era la richiesta di un incontro che mi fece Cossiga per quella mattina, io andai dall'allora ministro degli Interni nella convinzione che anche da parte sua e di tutta la Dc si volesse aprire una nuova fase, altrimenti che senso aveva, non avevamo altro di cui parlare...».

 

Cioè si apriva la trattativa con le Br.

«Sì».

 

E invece?

ALDO MORO

«Nell'area brigatista c'era una componente crescente che voleva chiudere politicamente la faccenda, con la liberazione. Invece ci fu un repentino passaggio di mano e vinse l'ala violenta. La sera prima del ritrovamento avevo ancora dei ritorni di speranza da quel mondo, pur avendo dubbi sull'attendibilità delle comunicazioni che ricevevo, ma ribadisco la sensazione che nel brigatismo si andasse verso una conclusione positiva».

 

Resta la domanda: e invece?

«Io ho una grande angoscia, quando ci ripenso. Sempre il giorno prima della morte di Moro, chiamai Craxi dal telefono della mia auto. Ero ben cosciente che sarei potuto essere intercettato. Ma lo avvertii che Fanfani era d'accordo ad aprire alla trattativa, che insomma la nostra azione umanitaria si stava concretizzando. Forse questo segnò un punto di non ritorno».

 

aldo moro henry kissinger

Nel senso che qualcuno dei servizi può aver avvertito le Br "cattive" o "telecomandate".

«Penso che sì, ci sia stato un esito imposto dall'esterno, ne sono convinto. C'è un momento in cui viene impedito che si manifesti la svolta politica con un atto di violenza, quindi con l'uccisione. Se non si capisce il contesto di quegli anni non si comprende l'intreccio tra grande politica internazionale e terrorismo. Quanto ai servizi inglesi, avevano il coordinamento del Mediterraneo, la loro è una presenza documentata, anche qui nulla di nuovo».

aldo moro

 

Non si volevano i comunisti al governo, giusto?

«La tempistica del rapimento di Moro dice tutto. Probabilmente quel novembre del '78 i comunisti sarebbero entrati nel governo. Berlinguer voleva sanare la ferita del '48, cioè l'estromissione del Pci voluta dagli Stati Uniti».

 

Ma lei con chi parlava delle Br?

«Mi appoggiavo a Franco Piperno e Lanfranco Pace, cioè l'ambiente dell'autonomia e universitario, i quali a loro volta avevano i contatti con il cuore delle Br […]».

aldo moro via caetaniALDO MOROfrancesco cossiga aldo moro

Ultimi Dagoreport

milano fdi fratelli d'italia giorgia meloni carlo fidanza ignazio la russa francesco gaetano caltagirone duomo

DAGOREPORT - PIJAMOSE MILANO! E CHE CE' VO'! DALL’ALTO DELLE REGIONALI LOMBARDE DEL 2023, CON IL TRIONFO DI FRATELLI D'ITALIA (25,18%), MENTRE LA LEGA SI DEVE ACCONTENTARE DEL 16,5 E FORZA ITALIA DEL 7,23, L’ASSALTO DI FRATELLI D’ITALIA ALLA MADUNINA ERA INEVITABILE - LA REGIONE È IN MANO DEL LEGHISTA ATTILIO FONTANA CHE, CON L’ASSESSORE ALLA SANITÀ GUIDO BERTOLASO, HA SBARRATO LA PORTA ALLE MIRE DELLA MELONIANA FAMIGLIA ANGELUCCI - EPPOI, SAREBBE PURE ORA DI DARE SEPOLTURA A STI’ POTERI FINANZIARI CHE SE NE FOTTONO DI ROMA: ED ECCO L’ASSALTO DI CALTAGIRONE A GENERALI E DI MPS-CALTA-MEF A MEDIOBANCA - IN ATTESA DI PRENDERSI TUTTO, LE MIRE DELLA DUCETTA PUNTANO AD ESPUGNARE ANCHE PALAZZO MARINO: AHÒ, ORA A MILANO CI VUOLE UN SINDACO ALLA FIAMMA! - ALLA FACCIA DEL POTERE GUADAGNATO SOTTO IL DUOMO IN TANTI ANNI DI DURO LAVORO DAI FRATELLI LA RUSSA, IL CANDIDATO DI GIORGIA SI CHIAMA CARLO FIDANZA. UN “CAMERATA” GIÀ NOTO ALLE CRONACHE PER I SALUTI ROMANI RIPRESI DALLE TELECAMERE NASCOSTE DI FANPAGE, NELL’INCHIESTA “LOBBY NERA” - UNA NOTIZIA CHE L’IMMARCESCIBILE ‘GNAZIO NON HA PER NULLA GRADITO…

donald trump friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT - IL FINE GIUSTIFICA IL MERZ... – GIORGIA MELONI HA FINALMENTE CAPITO CHE IL DAZISMO DI TRUMP È UNA FREGATURA PER L’ITALIA. AD APRIRE GLI OCCHI ALLA DUCETTA È STATA UNA LUNGA TELEFONATA CON IL CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ - DA POLITICO NAVIGATO, L’EX NEMICO DELLA MERKEL È RIUSCITO A FAR CAMBIARE IDEA ALLA DUCETTA, PUNTANDO SUI GROSSI PROBLEMI CHE HANNO IN COMUNE ITALIA E GERMANIA (TU HAI SALVINI, IO I NAZISTI DI AFD) E PROPONENDOLE DI FAR DIVENTARE FRATELLI D’ITALIA UN PUNTELLO PER LA MAGGIORANZA PPE ALL’EUROPARLAMENTO, GARANTENDOLE L'APPOGGIO POLITICO ED ECONOMICO DELLA GERMANIA SE SOSTERRA' LA ROTTA DI KAISER URSULA, SUPPORTATA DALL'ASSE FRANCO-TEDESCO – CON TRUMP OLTRE OGNI LIMITE (LA FRASE SUI LEADER “BACIACULO” HA SCIOCCATO “AO’, IO SO' GIORGIA”), COME SI COMPORTERÀ A WASHINGTON LA PREMIER, IL PROSSIMO 17 APRILE?

donald trump peter navarro

DAGOREPORT: COME È RIUSCITO PETER NAVARRO A DIVENTARE L’’’ARCHITETTO" DEI DAZI DELLA CASA BIANCA, CHE STANNO SCONQUASSANDO IL MONDO? UN TIPINO CHE ELON MUSK HA LIQUIDATO COME UN “IMBECILLE, PIÙ STUPIDO DI UN SACCO DI MATTONI”, FU ‘’SCOPERTO’’’ GIÀ NEL PRIMO MANDATO DEL 2016 DALLA COPPIA JARED KUSHNER E IVANKA TRUMP - IL SUO “MERITO” È LA FEDELTÀ ASSOLUTA: NEL 2024 NAVARRO SI È FATTO 4 MESI DI CARCERE RIFIUTANDOSI DI TESTIMONIARE CONTRO ''THE DONALD” DAVANTI ALLA COMMISSIONE D’INCHIESTA PER L’ASSALTO A CAPITOL HILL DEL 6 GENNAIO 2021...

trump modi xi jinping ursula von der leyen

LA MOSSA DEI DAZI DI TRUMP: UN BOOMERANG CHE L’HA SBATTUTO CON IL CULONE PER TERRA – DIETRO LA LEVA DELLE TARIFFE, IL TRUMPONE SI ERA ILLUSO DI POTER RIAFFERMARE IL POTERE GLOBALE DELL’IMPERO AMERICANO. IN PRIMIS, SOGGIOGANDO IL DRAGONE CINESE, L’UNICA POTENZA CHE PUÒ METTERE ALLE CORDE GLI USA. SECONDO BERSAGLIO: METTERE IL GUINZAGLIO AI “PARASSITI” EUROPEI. TERZO: RALLENTARE LO SVILUPPO TECNOLOGICO DI POTENZE EMERGENTI COME L’INDIA - LA RISPOSTA DEL NUOVO ASSE TRA EUROPA E CINA E INDIA, È STATA DURA E CHIARISSIMA. È BASTATO IL TRACOLLO GLOBALE DEI MERCATI E IL MEZZO FALLIMENTO DELL'ASTA DEI TITOLI DEL TESORO USA. SE I MERCATI TROVANO ANCORA LINFA PER LE MATTANE DI TRUMP, PER GLI STATI UNITI IL DISINVESTIMENTO DEL SUO ENORME DEBITO PUBBLICO SAREBBE UNO SCONQUASSO DA FAR IMPALLIDIRE LA CRISI DEL ’29 - CERTO, VISTO LO STATO PSICOLABILE DEL CALIGOLA AMERICANO, CHISSÀ SE FRA 90 GIORNI, QUANDO TERMINERÀ LA MESSA IN PAUSA DEI DAZI, L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA RIUSCIRÀ A RICORDARLO? AH, SAPERLO…

giana, turicchi, venier, paolo gallo, cristian signoretto arrigo antonino stefano

DAGOREPORT - AL GRAN BALLO DELLE NOMINE DELLE AZIENDE PARTECIPATE DALLO STATO - FA STORCERE IL NASO IL NUOVO CEO DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA): ARRIGO GIANA VANTA UN CURRICULUM DI AMMINISTRATORE PRETTAMENTE “LOCALE” E “DE SINISTRA”: MALGRADO SIA STATO IMPOSTO DA SALVINI, GUIDA ATM GRAZIE AL SINDACO BEPPE SALA. E PRIMA ANCORA FU NOMINATO CEO DI COTRAL DALL’ALLORA GOVERNATORE DEL LAZIO NICOLA ZINGARETTI; DOPODICHÉ SI ATTACCÒ ALL’ATAC, SPONSOR IL SINDACO GUALTIERI - RIMANE IN BALLO LA QUESTIONE SNAM: MALGRADO IL PARERE FAVOREVOLE DI CDP ALLA CONFERMA DI STEFANO VENIER, IL CEO DI ENI DESCALZI PUNTEREBBE SU CRISTIAN SIGNORETTO. IN BILICO PAOLO GALLO AL QUARTO MANDATO COME AD DI ITALGAS…